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15 Giugno 2026

Sorelle scomparse in Abruzzo: cosa sappiamo delle ricerche e dell’inchiesta

Le ricerche per Alisya e Sarah proseguono nel Parco nazionale d'Abruzzo con unità cinofile, droni e verifiche video; la Procura ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e sono sotto esame contatti, turni della comunità e messaggi lasciati dalle ragazze

Sorelle scomparse in Abruzzo: cosa sappiamo delle ricerche e dell'inchiesta

Nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise proseguono senza sosta le operazioni per ritrovare Alisya e Sarahdue sorelle ospitate nella casa famiglia di Civitella Alfedena. Le ricerche, avviate dopo la scomparsa segnalata tra le ore notturne, hanno coinvolto forze dell’ordine, corpi specializzati e volontari, che stanno perlustrando una vasta area montana comprendente sentieri, boschi e zone lacustri.

La Procura di Sulmona ha iscritto un fascicolo per sottrazione di minori e sta coordinando accertamenti tecnici sugli elementi raccolti: immagini di videosorveglianza, telefoni e conversazioni trovate nella comunità. Sono al centro degli approfondimenti anche i tempi dell’allarme e le modalità con cui le ragazze avrebbero lasciato la struttura.

Perimetro delle ricerche e mezzi impiegati

Le operazioni coprono un raggio che si estende oltre Civitella Alfedena, includendo località come Villetta BarreaBarreaOpiVillalago e la zona di Passo Godi nel territorio di Scanno. Le squadre dei vigili del fuocodella protezione civile e numerosi volontari effettuano sopralluoghi ripetuti con turnazioni continue, affrontando sentieri impervi e aree difficilmente accessibili.

Particolare attenzione è rivolta al lago di Barrearaggiungibile anche tramite percorsi secondari dalla comunità; qui il nucleo subacqueo dei vigili del fuoco ha eseguito ricognizioni mirate, mentre unità cinofile come il cane molecolare Italo hanno indicato possibili direzioni verso la montagna. I droni supportano le ricerche ma alcune zone rimangono difficili da monitorare, soprattutto nei pressi dei ponti e nei ruderi.

Segnalazioni e controlli sul territorio

Nei giorni successivi alla scomparsa sono arrivate diverse segnalazioni, finite al vaglio degli inquirenti: punti segnalati alla stazione di Avezzano e avvistamenti in altre regioni sono stati verificati e in alcuni casi esclusi. In coordinamento con la prefettura dell’Aquila, sono stati predisposti controlli nelle abitazioni vuote e disabitate dell’area per non lasciare zone scoperte.

Elementi investigativi: telecamere, telefoni e persone ascoltate

La stanza delle due ragazze è stata posta sotto sequestro e i telefoni ritrovati nella comunità sono stati acquisiti per l’analisi. Dalle conversazioni e dalle lettere emergono spunti ritenuti utili dagli investigatori: tra questi una missiva che contiene frasi affettive rivolte alla madre e messaggi che possono delineare lo stato d’animo delle ragazze nei giorni precedenti l’allontanamento.

Le immagini delle telecamere comunali hanno mostrato il passaggio di uno o più veicoli nelle prime ore del mattino compatibili con la fascia oraria in cui le sorelle sarebbero uscite dalla struttura. Questi fotogrammi vengono incrociati con altri elementi tecnici e con le testimonianze raccolte, tra cui l’audizione del fidanzato di Alisyaun giovane conosciuto nella casa protetta e sentito più volte dagli investigatori.

Indagini sui responsabili della comunità e profili familiari

La Procura ha iscritto un fascicolo anche per abbandono di minori nei confronti dei responsabili della casa famiglia e il Tribunale per i minorenni dell’Aquila segue il caso. I carabinieri hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni e hanno ascoltato più volte persone legate al nucleo familiare. Dalle audizioni emergono contrasti e aspetti del percorso che aveva portato le ragazze in affido: la responsabilità genitoriale era stata revocata e poi, nelle settimane precedenti, in parte restituita al padre, elemento che gli inquirenti considerano rilevante.

Gli avvocati che assistono la madre hanno chiesto chiarezza su orari, controlli interni, turni e comunicazioni tra la comunità e i servizi sociali, sottolineando presunte carenze organizzative che avrebbero potuto ritardare la scoperta dell’allontanamento.

Gli investigatori mantengono aperti più scenari: dall’allontanamento volontario a un aiuto esterno fino all’ipotesi di sequestro o rapimento, senza escludere altre piste. Ogni elemento raccolto viene esaminato e confrontato per ricostruire le ultime ore prima della scomparsa e individuare eventuali responsabilità.

Nel frattempo, la comunità locale e le famiglie continuano ad affidare appelli e messaggi di speranza agli inquirenti, mentre le ricerche sul terreno proseguono con la massima intensità e il coordinamento tra tutti i corpi impegnati.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.