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3 Giugno 2026

Vademecum sulle criptovalute: rischi, regolazione e come proteggersi

Una guida chiara sui rischi delle cripto, sulle categorie regolamentate dal Micar e sui controlli pratici per evitare fornitori non autorizzati

Vademecum sulle criptovalute: rischi, regolazione e come proteggersi

Negli ultimi anni l’interesse verso le criptovalute è cresciuto rapidamente, ma insieme all’attenzione sono aumentati anche i rischi per i risparmiatori. Questo testo riordina le informazioni essenziali fornite dalle autorità europee di vigilanza e spiega, in maniera pratica, come riconoscere i pericoli più comuni e quali controlli fare prima di investire.

Il fulcro della comunicazione delle autorità è la protezione degli investitori: conoscere la differenza tra crypto regolamentate e non regolamentate, verificare l’autorizzazione dei fornitori e comprendere i principali rischi permette di prendere decisioni più consapevoli e di ridurre la probabilità di subire frodi o perdite ingenti.

I rischi principali legati alle cripto-attività

Le autorità europee richiamano l’attenzione su sei categorie di rischio che ogni investitore deve considerare. Innanzitutto la volatilità: i prezzi delle criptovalute possono oscillare in modo estremo e brusco, rendendo l’investimento molto speculativo. La seconda area critica è la liquidità: in situazioni di stress di mercato un exchange o un market maker può non riuscire a evadere gli ordini, soprattutto quelli di vendita, con conseguente difficoltà a uscire da una posizione.

Altri pericoli includono le frodi e gli attacchi informatici, che spaziano dal phishing a tecniche avanzate di ingegneria sociale; le informazioni fuorvianti usate nelle campagne promozionali; la protezione limitata rispetto ai prodotti finanziari tradizionali; e infine la complessità di alcuni prodotti, dove il meccanismo di determinazione del valore non è immediatamente comprensibile.

Esempi concreti di truffe e attacchi

Le frodi comuni includono portali falsi che clonano interfacce di exchange, email con link manipolati per rubare le credenziali e proposte d’investimento che promettono rendimenti irrealistici. In molti casi la vittima è indotta a trasferire asset verso wallet controllati dai truffatori. È quindi fondamentale adottare pratiche di sicurezza, come l’uso di wallet protetti e l’attivazione di misure di autenticazione a più fattori.

Cosa copre il Micar e quali cripto restano fuori

Il regolamento europeo noto come Micar definisce quali categorie di crypto-asset rientrano nella disciplina e stabilisce requisiti per i fornitori autorizzati. Tra le tipologie coperte rientrano gli Emt (Electronic money token), cioè token che rappresentano moneta elettronica, gli Art (Asset-referenced token), ossia token riferiti a uno o più asset, e gli utility token e altre cripto-attività che non rientrano nelle due categorie precedenti.

Rimangono invece fuori dall’ombrello del Micar alcune categorie specifiche: le cripto-attività uniche e non fungibili, salvo gli Nft che fanno parte di una serie o collezione; i token non trasferibili utilizzati, per esempio, nei programmi fedeltà; e i crypto-asset già qualificati come strumenti finanziari dalla normativa esistente come la Mifid o i security token.

Implicazioni per gli investitori

Acquistare cripto non regolamentate comporta una protezione legale limitata o inesistente. Se il fornitore non è sottoposto a requisiti di governance, capitale o misure di salvaguardia, gli utenti possono trovarsi scoperti in caso di frode, cattiva gestione o insolvenza dell’operatore, soprattutto quando si tratta di società con sede extra-eu.

Come verificare fornitori e proteggere i propri risparmi

Prima di affidare denaro a una piattaforma è fondamentale accertarsi che il fornitore sia autorizzato. Per gli operatori regolamentati nell’Unione europea esiste una licenza Micar. Si può controllare il registro dell’Esma, che elenca emittenti di Em t, Art, prestatori di servizi (Casp) ed enti non conformi. In alternativa è consultabile il registro I-Scan dello Iosco o si può richiedere all’Esma una lista degli operatori non autorizzati.

Alcuni controlli pratici da eseguire includono verificare la presenza di informazioni societarie complete, leggere i termini contrattuali, controllare i sistemi di custodia e la segregazione dei fondi, e valutare le misure tecniche di sicurezza offerte per i wallet. In caso di dubbi, è preferibile evitare operazioni e chiedere chiarimenti alle autorità competenti.

Buone pratiche consigliate

Per ridurre il rischio: diversificare le posizioni, non investire somme che non ci si può permettere di perdere, usare autenticazione a due fattori, aggiornare regolarmente i dispositivi e diffidare di promesse di guadagni facili. Informarsi adeguatamente sul prodotto, sulla sua struttura e sui rischi specifici è un passo semplice ma spesso trascurato che può fare la differenza.

Conoscere la normativa, riconoscere i segnali di allarme e applicare controlli elementari prima di investire aiuta a trasformare una scelta impulsiva in una decisione informata. Le autorità europee mettono a disposizione strumenti e registri pubblici: usarli è la prima difesa contro le frodi nel mondo delle criptovalute.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.