Negli ultimi anni il tema della creazione di una polizia finanziaria in Montenegro è stato ripetutamente sollevato dalle autorità, spesso evocando il modello italiano della Guardia di Finanza.
Le promesse politiche si sono rincorse a partire dal novembre 2014, e sono state rilanciate in occasioni ufficiali, tuttavia la trasformazione in uno strumento operativo concreto è ancora lontana. Nel frattempo, la diffusione delle criptovalute ha introdotto nuove complessità che il paese fatica ad affrontare per mancanza di un quadro normativo organico.
Le istituzioni che oggi dovrebbero guidare il processo citano la necessità di definire procedure, competenze e cooperazione interistituzionale prima di dar vita a un organismo con poteri di polizia. Allo stesso tempo, osservatori esterni sottolineano che semplici riferimenti strategici non bastano se non accompagnati da atti legislativi e da investimenti in personale e tecnologia. Questo equilibrio tra aspirazione e realtà pratica è il filo rosso che attraversa la vicenda.
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Promesse politiche e tappe istituzionali
Le dichiarazioni pubbliche hanno visto momenti salienti: il Primo Ministro Milojko Spajić, in occasione dell’incontro con una delegazione guidata dal Generale Vito Giordano della Guardia di Finanza nel marzo 2026, annunciò l’intenzione di avviare una creazione strutturata della nuova forza. In settembre 2026, la visita del Vicepresidente del governo italiano e ministro degli esteri Antonio Tajani ribadì la disponibilità dell’Italia a fornire supporto operativo e formazione, con particolare attenzione alla lotta contro la criminalità organizzata seguendo i flussi finanziari.
Precedenti tentativi e riorganizzazioni
Nel 2015 la Legge sull’Amministrazione Tributaria introdusse nel regolamento un settore denominato Polizia Tributaria, ma senza successive norme attuative né assunzioni. Tale struttura fu poi cancellata dall’organigramma nel 2018. Solo con un regolamento modificato, alla fine di marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il Settore per l’accertamento e la riscossione dei redditi non dichiarati delle persone fisiche, passaggio che l’agenzia stessa giudica propedeutico a una futura polizia finanziaria.
Quadro normativo, critiche e limiti operativi
La Strategia Fiscale 2026-2027 indica che il Ministero delle Finanze proporrà una soluzione legislativa per creare i presupposti formali dell’istituzione. Tuttavia, esperti e organizzazioni civiche segnalano che un accenno in una strategia non sostituisce un disegno di legge articolato: Dragana Jaćimović dell’Istituto Alternativa ha definito insufficiente l’approccio quando manca una pianificazione dettagliata di poteri, controlli e meccanismi di responsabilità.
Capacità di indagine e sanzioni
Rapporti internazionali, come quello del Comitato MONEYVAL, evidenziano carenze nella valutazione dei rischi legati alle nuove tecnologie e una politica sanzionatoria che non risulta deterrente. La normativa prevede multe da 5.000 a 20.000 euro per mancata segnalazione di transazioni in criptovalute pari o superiori a 1.000 euro, sanzioni che molti osservatori giudicano inferiori rispetto ai profitti illeciti realizzabili.
Cripto‑attività: lacune regolamentari e rischi concreti
Nonostante l’interesse internazionale e le capacità dimostrate dalla Guardia di Finanza in analisi forense della blockchain e sequestri di asset digitali — oltre 75 milioni di euro in criptovalute sequestrati nel periodo gennaio 2026‑maggio 2026 — il Montenegro non ha ancora una legge specifica sugli asset digitali. Il governo aveva annunciato una legge già nel 2026; a settembre 2026 il Ministero delle Finanze ha dichiarato di lavorare con la Banca Centrale e la Commissione per il Mercato dei Capitali, ma senza risultati pieni operativi.
La Commissione per il Mercato dei Capitali ha istituito un Registro dei fornitori di servizi correlati alle cripto‑attività alla fine del 2026, ma l’obbligo di registrazione riguarda solo chi avvia tali attività dopo l’istituzione del Registro, lasciando una vasta platea di operatori precedenti in una situazione di incertezza legale. Le ricerche della Global Initiative Against Transnational Organized Crime hanno sottolineato come gruppi criminali sfruttino queste lacune per trasferire fondi e gestire mercati illeciti.
Strumenti investigativi e pratiche attuali
La normativa sulla prevenzione del riciclaggio attribuisce alla Financial Intelligence Unit (FIU) della Direzione della Polizia il compito di indagare sulle criptovalute: l’unità dispone di software per l’analisi della blockchain e scambia informazioni con piattaforme internazionali. Nonostante ciò, le autorità non registrano casi conclusi con sequestri e condanne di cripto‑asset, mentre la combinazione di bassa probabilità di rischio e alti profitti favorisce frodi e riciclaggio.
In chiusura, rimane il nodo politico e normativo: senza una legge organica, atti attuativi, poteri chiariti e investimenti in competenze tecniche, l’idea di una polizia finanziaria resta più una dichiarazione d’intenti che una realtà operativa. La combinazione di annunci, mancanza di risposte istituzionali e un mercato delle criptovalute in crescita rende urgente una strategia coerente per evitare che il territorio nazionale diventi terreno fertile per attività illecite.
