Il Lago Maggiore sta vivendo una trasformazione significativa nel panorama immobiliare italiano. Dopo anni di discrezione, questa perla del nord Italia sta attirando l’attenzione di investitori internazionali e personalità di spicco del mondo della moda e del lifestyle. L’acquisto di Villa La Verbanella da parte di Donatella Versace ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo per il Verbano, che oggi si affianca a Milano e al Lago di Como come meta ambita per gli investimenti di prestigio.
Negli ultimi cinque anni, i valori immobiliari del Lago Maggiore hanno registrato un incremento costante, con un picco del +3% nel 2026. Secondo le stime di Engel & Völkers, gli immobili di nuova costruzione con caratteristiche standard raggiungono oggi i 3.500 euro al metro quadro. Le quotazioni salgono significativamente per gli asset prime e i pieds-dans-l’eau, con accesso diretto al lago, che possono arrivare fino a 10.000 euro al metro quadro.
La crescita del mercato immobiliare sul Lago Maggiore
Il mercato del Lago Maggiore, diviso tra Italia e Svizzera, è dominato per il 60% dal segmento di pregio. Flavia Duttoresponsabile del network di Engel & Völkers nell’area del Lago Maggiore e d’Orta, spiega che il trend di crescita è iniziato subito dopo il Covid, nel 2026, ma negli ultimi due anni ha registrato un’accelerazione importante. “Oggi vendiamo immobili di valore molto più elevato rispetto al passato”, afferma Dutto. “Fino a pochi anni fa era impensabile vendere proprietà da oltre 3 milioni con continuità. Oggi, invece, è cambiata la tipologia della domanda e si sono ridotti notevolmente i tempi di vendita.”
Le proprietà più richieste
Le proprietà realmente distintive, come ville storiche, residenze fronte lago, dimore con ampi terreni, asset di rappresentanza e strutture hospitality di charme, sono le più richieste. Secondo Lionard Luxury Real Estate, questi immobili hanno registrato aumenti di valore compresi tra il 10% e il 20%, a seconda delle caratteristiche. La crescita della domanda internazionale verso l’Italia, la posizione strategica del Lago Maggiore e la progressiva saturazione di destinazioni come il Lago di Como, dove i prezzi risultano mediamente più alti del 30%, sono i principali fattori che sostengono l’attrattività dell’area.
Operazioni immobiliari di rilievo
Negli ultimi due anni sono state concluse diverse operazioni di rilievo. Una villa di 700 mq con quasi due ettari di terreno è stata ceduta per 2,9 milioni, una residenza di circa 980 mq per 4,8 milioni e una proprietà di 820 mq immersa in un parco di 2,3 ettari per 3,8 milioni. La fascia più dinamica resta quella compresa tra 1 e 3 milioni, che continua a spingere il mercato. La forte domanda si riflette anche sui tempi di vendita: solo nell’ultimo mese sono state concluse due operazioni da 1,85 e 3,65 milioni con acquirenti australiani e tedeschi, mentre a inizio giugno una proprietà da quasi 1,3 milioni è stata venduta in tempi record.
Tra gli immobili simbolo della zona, attualmente in vendita tramite Lionard Luxury Real Estate, spicca Castello Pellegrinil’antica dimora di Gianfranco Ferrè. Con oltre 1.000 mq di interni, una dependance e un cottage rustico, il castello è in vendita per un valore di 5,8 milioni.
La domanda di proprietà di rappresentanza
Non si cercano più soltanto seconde case di pregio, ma proprietà di rappresentanza con una forte identità architettonica, utilizzate come residenze principali, luoghi di rappresentanza o investimenti di lungo periodo. Cresce inoltre la domanda di affitti di ville e appartamenti di lusso, spesso il primo passo verso l’acquisto. Su questa scia, il mercato immobiliare del Lago Maggiore punta a replicare il modello del Lago di Como, pur dovendo ancora colmare alcuni gap.
“Mancano ancora servizi di alta gamma”, conclude Dutto. “Ma le prossime aperture di hotel di lusso e l’arrivo di ristoranti e boutique prestigiose contribuiranno a ridurre questo divario. In passato il Lago Maggiore era la destinazione ideale per chi cercava tranquillità, ma offriva pochi servizi esclusivi. Oggi la situazione sta cambiando rapidamente e credo che entro due anni potremmo raggiungere livelli molto simili a quelli di Como.”



