In un contesto economico sempre più digitalizzato, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto nuove istruzioni operative che riguardano due ambiti di particolare rilevanza: le criptovalute e i diritti d’uso esclusivo di infrastrutture. Questo aggiornamento, approvato dal direttore Vincenzo Carbone, integra le linee guida già pubblicate nel 2026 e nel gennaio 2026, rafforzando il regime di adempimento collaborativo per le imprese.
Le nuove disposizioni mirano a fornire chiarezza contabile e fiscale in settori innovativi, favorendo un dialogo preventivo tra le aziende e l’amministrazione finanziaria. Questo approccio non solo semplifica la gestione del rischio fiscale, ma contribuisce anche a consolidare il Tax Control Framework nazionale.
Criptovalute: criteri contabili e fiscali
Uno dei principali obiettivi delle nuove istruzioni è definire il trattamento contabile delle criptovalute come Bitcoin, Ethereum e Solana. Secondo le indicazioni dell’OIC queste attività digitali sono qualificate come beni immateriali, prive di consistenza fisica e di natura non monetaria. Le criptovalute destinate a restare durevolmente nel patrimonio aziendale devono essere iscritte tra le immobilizzazioni immateriali al costo e sono soggette a svalutazione.
L’Agenzia delle Entrate ha integrato queste disposizioni con le regole fiscali applicabili, fornendo un quadro completo per le imprese che operano in questo settore. Questo approccio unificato facilita la gestione contabile e fiscale, riducendo le incertezze e migliorando la trasparenza.
Diritti d’uso esclusivo: qualificazione e profili fiscali
Un altro aspetto rilevante delle nuove istruzioni riguarda i diritti d’uso esclusivo di infrastrutture, sia materiali che digitali. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito la qualificazione contabile e i profili fiscali di questi diritti, che garantiscono l’accesso esclusivo a risorse critiche per le imprese.
Queste disposizioni sono particolarmente importanti per le aziende che operano in settori ad alta intensità tecnologica, dove l’accesso a infrastrutture avanzate può rappresentare un vantaggio competitivo significativo. La chiarezza normativa in questo ambito favorisce investimenti più sicuri e pianificazioni finanziarie più efficaci.
Destinatari e benefici del nuovo regime
Le nuove istruzioni sono rivolte alle imprese che intendono aderire al regime di adempimento collaborativo rafforzato dal Dlgs 221/2026. Questo regime richiede la certificazione di un sistema efficace di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Le aziende che aderiscono possono beneficiare di un dialogo preventivo con l’Agenzia delle Entrate, risolvendo in anticipo le posizioni più incerte o delicate.
L’adesione al regime di adempimento collaborativo non solo semplifica la gestione fiscale, ma contribuisce anche a rafforzare la certezza del diritto in ambiti innovativi. Questo approccio proattivo favorisce un ambiente economico più stabile e prevedibile, incentivando gli investimenti e l’innovazione.



