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7 Luglio 2026

Trump e il successo delle criptovalute: i dettagli degli investimenti del 2026

Donald Trump ha trasformato il settore delle criptovalute in una fonte di guadagni reali, generando oltre un miliardo di euro nel 2026. Scopri i dettagli degli investimenti e le strategie finanziarie del presidente.

Trump e il successo delle criptovalute: i dettagli degli investimenti del 2026

Nel corso del suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca, donald trump ha saputo cavalcare l’onda delle criptovalute trasformando gli investimenti digitali in una fonte di guadagni sostanziosi. Secondo le dichiarazioni finanziarie depositate presso l’Office of Government Ethics il patrimonio del presidente ha visto un incremento significativo, grazie soprattutto al settore delle valute digitali.

Con un patrimonio stimato di 6 miliardi di dollari, Trump ha puntato con decisione sulle criptovalute, ottenendo risultati impressionanti. Tra le varie voci di guadagno, spiccano i 635 milioni di dollari in royalty derivanti dalla memecoin a lui dedicata, lanciata pochi giorni prima del suo insediamento, e i 500 milioni di dollari provenienti da World Liberty Financial, l’iniziativa crypto di punta della famiglia Trump.

Le strategie di investimento di Trump

Oltre alle criptovalute, Trump ha diversificato i suoi investimenti nel settore tecnologico, con un occhio di riguardo per l’intelligenza artificiale. Un’indagine ha rivelato che i suoi 10 migliori investimenti si concentrano tutti nel comparto tech, cavalcando il boom dell’IA che il presidente ha messo al centro della propria agenda governativa.

Tra gli investimenti più redditizi figurano Dell Technologies, con un aumento del 142%, Amd (+136%), Texas Instruments (+60%) e Jabil (+40%). Questi risultati sono stati ottenuti grazie a una strategia di investimento mirata, che ha anticipato i piani industriali e le decisioni governative.

Gli investimenti sbagliati

Non tutti gli investimenti di Trump hanno avuto successo. Alcuni titoli, come Workday e Adobe, hanno subito perdite significative a causa dei timori legati all’avvento dell’intelligenza artificiale. Con Adobe in calo del 10% e Workday del 20%, la perdita complessiva stimata sfiora i 900mila dollari.

Altri settori in difficoltà includono Fidelity National Information Services e Boeing, penalizzati rispettivamente dal ribasso del mercato fintech e dalle tensioni geopolitiche.

Trump Media e le sfide del mercato

Le azioni di Trump Media hanno vissuto una forte volatilità, crollando di oltre il 46% dall’inizio del 2026. Quotatasi sul Nasdaq nel 2026 con un debutto a 70,90 dollari, la società ha visto il suo valore scendere a circa 13 dollari a sei mesi dall’Ipo, per poi risalire intorno ai 40 dollari in concomitanza con l’insediamento di Trump.

Il bilancio del 2026 si è chiuso con una perdita netta di 712 milioni di dollari, causata principalmente da minusvalenze non realizzate e investimenti in criptovalute, asset digitali e azionario. La principale fonte di ricavi, la pubblicità su Truth Social, ha generato appena 3,7 milioni di dollari nel 2026, lasciando la capitalizzazione di mercato della società poco al di sotto dei 2 miliardi di dollari.

L’espansione internazionale e il marchio Trump

Il documento finanziario dettaglia anche un’aggressiva espansione internazionale, con nuovi contratti per hotel, resort e complessi residenziali che hanno fruttato milioni di dollari in Paesi come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Romania e Vietnam.

Più vicino a casa, le attività consolidate del presidente sono esplose insieme alle nuove iniziative. Mar-a-Lago, il club privato di Trump in Florida, ha generato circa 77 milioni di dollari, con un incremento di circa il 50% rispetto all’anno precedente.

Il presidente ha guadagnato milioni grazie a una vasta gamma di prodotti a marchio Trump, dalle sneaker agli orologi, fino alla Bibbia ‘God Bless the USA’, un’edizione a marchio Trump promossa insieme al cantante country Lee Greenwood.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.