Il panorama dei fondi comuni americani nel 2026 si presenta particolarmente dinamico, con performance che variano significativamente tra i diversi stili di investimento. Secondo un recente rapporto, il 41% dei fondi large-cap sta sovraperformando i propri benchmark, superando la media storica del 37%. Questo risultato è particolarmente rilevante nel contesto di un mercato caratterizzato da una notevole volatilità.
La suddivisione per stile di investimento rivela differenze marcate. I fondi growth stanno avendo la meglio, con il 74% che batte il proprio indice di riferimento. Al contrario, i fondi value nonostante abbiano registrato i rendimenti assoluti più elevati, vedono solo il 9% di essi superare i rispettivi benchmark. I fondi core si posizionano a metà strada, con una quota del 42% di outperformers.
La riconfigurazione degli indici Russell: un evento storico
La ricostituzione semestrale degli indici Russell avvenuta a, ha portato a cambiamenti eccezionalmente ampi nei pesi dei componenti degli indici style. La deviazione standard delle variazioni nei pesi dei costituenti è stata di 0,5 punti percentuali per il Russell 1000 Growth e di 0,3 punti per il Russell 1000 Value rispettivamente cinque e tre volte superiori a quanto osservato per l’S&P 500.
Tra i movimenti più significativi, Apple è stata ridotta nel Growth e aggiunta al Value, Amazon ha subito una riduzione nel Growth e un incremento nel Value, Microsoft è stata ridotta nel Growth e aggiunta al Value, Alphabet è stata incrementata nel Growth ed esclusa dal Value, mentre Micron Technology è stata aggiunta al Growth e rimossa dal Value. Questi cambiamenti hanno determinato la maggior parte dei più grandi cambiamenti nelle inclinazioni dei fondi questo trimestre.
L’intelligenza artificiale: un’opportunità che sfugge
Il tema dell’intelligenza artificiale continua a dominare le scelte di investimento, ma i gestori sembrano faticare a tenere il passo con l’evoluzione dei benchmark. Il peso delle azioni esposte all’IA nei portafogli dei fondi comuni ha continuato ad aumentare, ma non è riuscito a mantenere il passo con la crescita dei pesi nei benchmark.
Escludendo i titoli di maggiori dimensioni come AmazonBroadcomAlphabetMetaMicrosoft e Nvidia le azioni IA rappresentavano il 13% del portafoglio medio di un fondo large-cap all’inizio del terzo trimestre, più del doppio rispetto all’inizio del 2026. Tuttavia, il peso medio di questi titoli nei benchmark è cresciuto ancora più rapidamente, raggiungendo il 15%, determinando una sottopesatura media dei fondi di 175 punti base.
I Magnifici Sette: il peso dell’underweight
I cosiddetti Magnifici Sette continuano a rappresentare una sfida per i gestori di fondi comuni. Alla fine del secondo trimestre 2026, i fondi large-cap registravano una sottopesatura di 724 punti base verso questo gruppo, in leggero aumento rispetto ai 723 punti base del trimestre precedente. I vincoli di diversificazione continuano a giocare un ruolo importante in queste inclinazioni dei fondi comuni.
Su base azionaria, la maggior parte dei fondi ha ridotto la propria partecipazione in ciascuno dei Magnifici Sette, con la riduzione più marcata registrata su Alphabet. Nonostante la sottopesatura complessiva, solo Nvidia ha sovraperformato l’S&P 500 equal-weight da inizio anno.
Le movimentazioni dei fondi: chi compra e chi vende
Un’analisi dettagliata delle variazioni nelle partecipazioni azionarie rivela le scelte più significative dei gestori. Tra i titoli più acquistati nel secondo trimestre spiccano AMDIntel e SanDisk che hanno registrato il maggior numero di fondi che hanno incrementato la propria posizione.
All’estremo opposto, AlphabetMeta e JPMorgan Chase hanno registrato le maggiori riduzioni nette nelle partecipazioni dei fondi. Le vendite più significative hanno coinvolto Alphabet e Meta indicando una possibile presa di profitto o un riposizionamento strategico verso altri segmenti di mercato.



