I mercati finanziari stanno vivendo una fase di forte volatilità, con il settore tecnologico in prima linea. Le ultime settimane hanno visto oscillazioni significative nei titoli dei semiconduttori, in particolare in Corea del Sud, dove il mercato azionario si è quasi dimezzato in cinque settimane, pur mantenendo un rialzo del 50% da inizio anno. Anche i colossi tecnologici statunitensi hanno registrato movimenti intraday a doppia cifra.
In questo contesto, gli esperti stanno cercando di capire se le correzioni recenti abbiano ripulito a sufficienza le quotazioni. Vincenzo Vedda, Chief Investment Officer di DWS, afferma che i mercati avranno bisogno di ulteriore tempo per valutare questa situazione. Tuttavia, stanno approfittando dei ribassi nel segmento dei semiconduttori per rivedere al rialzo la loro view.
Semiconduttori: opportunità e rischi
Il momentum degli utili dei produttori di chip di memoria appare ciclico, con margini netti del 60% difficilmente sostenibili nel lungo periodo. Tuttavia, l’offerta di chip di memoria cresce a ritmi contenuti a fronte di una domanda in continua espansione. I crolli di prezzo, arrivati fino al 60%, sono interpretati come una reazione eccessiva del mercato, in parte accentuati da vendite forzate legate alla leva finanziaria.
Non mancano tuttavia elementi di cautela. Esiste il rischio che gli investimenti nei data center possano raggiungere il picco entro il 2028. Inoltre, l’aumento dei rendimenti obbligazionari e il rapido allargamento dei costi di assicurazione sul rischio di default per i fornitori neocloud rappresentano segnali da monitorare con attenzione.
Settore sanitario: opportunità sottovalutate
Il settore sanitario può essere un’alternativa ai titoli tecnologici? Negli ultimi anni, la divergenza tra gli utili e le valutazioni dei due settori è emersa essenzialmente solo negli ultimi due o tre anni, ed è stata determinata principalmente dall’euforia legata all’intelligenza artificiale (AI). Dirk Schlüter, strategist di DWS, utilizza l’approccio proprietario CROCI per valutare le azioni, rendendo il valore intrinseco dei titoli più comparabile.
La valutazione pessimistica del mercato nei confronti delle aziende farmaceutiche, che svolgono un ruolo cruciale nel settore sanitario, è particolarmente evidente. Le aziende per le quali più della metà dei ricavi 2026 è esposta a brevetti in scadenza entro il 2030 hanno performato particolarmente male. Il mercato sta attualmente scontando che circa il 40% degli utili economici di queste aziende sparirà in modo permanente.
Una situazione simile si è verificata anche nei primi anni 2000. In quel caso, le aziende farmaceutiche si sono poi rivelate una grande opportunità di investimento. Gli utili sono diminuiti leggermente nel breve termine, ma alla fine le aziende hanno trovato sostituti nelle proprie pipeline di prodotti. Oggi, anche le aziende che non presentano un problema aggravato legato ai brevetti vengono valutate molto al ribasso dal mercato.
Prospettive globali
Le azioni statunitensi dovrebbero continuare a essere sostenute da utili aziendali solidi. Nota positiva: sebbene la concentrazione nell’S&P 500 resti elevata, la crescita degli utili è diventata sempre più convincente anche in settori diversi dalla tecnologia.
In Germania, nuovi massimi per l’indice Dax tedesco, sebbene il rialzo da inizio anno appaia ancora piuttosto moderato rispetto agli standard internazionali. Motivo di cauto ottimismo: gli ordinativi industriali sono aumentati significativamente da, ponendo le basi per dati di produzione più solidi.
In Europa, nuovi massimi storici per l’indice azionario europeo Stoxx 600. Nell’omologo europeo dell’S&P 500, anche le aziende legate ai semiconduttori hanno performato particolarmente bene. Anche i titoli bancari hanno contribuito alla solida performance dell’indice. Gli utili aziendali sono rimasti positivi dallo scoppio del conflitto USA-Iran e dovrebbero continuare a sostenere i corsi azionari.
In Giappone, l’agenda politica del primo ministro Takaichi dovrebbe continuare a sostenere lo sviluppo economico del Giappone. Il settore della difesa e le aziende IT giapponesi in particolare appaiono ben posizionati. La marcata debolezza dello yen è positiva per le esportazioni, ma comporta anche il rischio di ulteriore inflazione. Nel medio periodo, restiamo positivi sulle azioni giapponesi.



