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24 Giugno 2026

Asta Bot 25 giugno 2026: nuove emissioni semestrali per 6 miliardi

Il Ministero dell’Economia emette il 25 giugno 2026 due Bot semestrali per 6 miliardi complessivi: un nuovo titolo a 184 giorni e la riapertura di un’emissione con vita residua di 153 giorni, con prenotazioni aperte fino al 24 giugno e regolamento il 30 giugno.

Asta Bot 25 giugno 2026: nuove emissioni semestrali per 6 miliardi

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha programmato un’asta di Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) per giovedì 25 giugno 2026. L’operazione prevede due titoli distinti che insieme raggiungono un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro pensati per chi cerca strumenti a breve termine e con profilo di rischio contenuto. Le sottoscrizioni per il pubblico possono essere effettuate fino al 24 giugno 2026 tramite home banking o presso sportelli bancari e postali.

Dettagli tecnici delle due emissioni e calendario operativo

La prima emissione è un BOT a 6 mesi con durata pari a 184 giorni identificato dal codice ISIN IT0005719536. La data di emissione è il 30/06/2026 e la scadenza è fissata al 31/12/2026. Il Tesoro offre per questa tranche un importo di 4.500 milioni di euro con la possibilità di un collocamento supplementare riservato agli specialisti pari al 10% dell’importo, cioè 450 milioni.

In parallelo il Ministero ha previsto la riapertura di un Bot già in circolazione, con vita residua di 153 giorni e codice ISIN IT0005711749. Questo titolo, emesso il 29/05/2026 scade il 30/11/2026 e viene offerto per un importo di 1.500 milioni di euro accompagnato da un collocamento supplementare del 10% (pari a 150 milioni).

Il calendario operativo è articolato su date precise: termine per la prenotazione pubblica il 24 giugno 2026 presentazione delle domande in asta entro le ore 11:00 del 25 giugno 2026 collocamento supplementare previsto alle ore 15:30 del 26 giugno 2026 e data di regolamento fissata al 30 giugno 2026. È il giorno in cui i titoli entrano effettivamente nei portafogli degli investitori attraverso il sistema di liquidazione della Banca d’Italia.

Meccanismo d’asta, accesso del pubblico e criteri di assegnazione

L’assegnazione avverrà con il sistema dell’asta competitiva gli operatori indicano le richieste in termini di rendimento e le domande vengono soddisfatte partendo dal rendimento più basso fino a esaurimento dell’importo offerto. La partecipazione prevede regole operative precise: la commissione massima applicabile alla clientela non deve superare lo 0,10% come definito dalla normativa vigente, e l’importo minimo per la sottoscrizione da parte del pubblico è di 1.000 euro. A livello professionale, le domande in asta presentate dagli operatori istituzionali richiedono un importo minimo di 1,5 milioni di euro.

Il collocamento supplementare servirà a soddisfare eventuali richieste aggiuntive e verrà regolato al rendimento medio ponderato dell’asta ordinaria, garantendo continuità e trasparenza nella determinazione del prezzo. È importante ricordare che il Ministero non comunica in anticipo i rendimenti: questi si formano esclusivamente nel corso della procedura competitiva.

Note operative e situazione dei Bot in circolazione

Un elemento rilevante è che non sono previsti rimborsi di Bot nella data di regolamento del 30 giugno 2026 per cui l’asta non coincide con uscite di titoli già in scadenza. Al 12 giugno 2026 lo stock complessivo dei Bot in circolazione ammontava a circa 141,486 miliardi di euro distribuito tra scadenze trimestrali, semestrali e annuali.

Perché considerare i Bot nelle strategie di breve termine

I Bot sono strumenti privi di cedole periodiche e si basano su un meccanismo a sconto vengono acquistati sotto la pari e rimborsati al valore nominale di 100 euro, il che determina il rendimento effettivo al momento del rimborso. Tra i vantaggi figura la tassazione agevolata del 12,5% sui proventi, inferiore rispetto ad altri prodotti finanziari che scontano imposte più elevate, con un impatto positivo sul rendimento netto. La natura di titolo di Stato garantisce inoltre una certa solidità sul capitale, e la breve durata riduce l’esposizione alle oscillazioni di mercato rispetto ai titoli a lungo termine.

Tuttavia non sono esenti da rischi: la vendita anticipata sul mercato secondario può comportare perdite se il prezzo corrente è inferiore a quello di acquisto, e l’eccessiva concentrazione di portafoglio su strumenti a breve può limitare le potenzialità di rendimento complessive. Per questo i Bot sono spesso impiegati come componente di gestione della liquidità o come elemento di diversificazione in portafogli che includono anche titoli a più lunga scadenza e asset azionari.

Per gli investitori interessati alla conservazione della liquidità e a rendimenti netti competitivi, i Bot restano uno strumento da valutare.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.