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19 Luglio 2026

Bando Feampa 2026-2027: finanziamenti per l’acquacoltura sostenibile in Toscana

La Regione Toscana ha lanciato un bando per finanziare progetti di acquacoltura sostenibile. Con una dotazione di un milione di euro, il bando mira a migliorare la competitività e la sostenibilità del settore.

Bando Feampa 2026-2027: finanziamenti per l'acquacoltura sostenibile in Toscana

La Regione Toscana ha aperto le porte a nuove opportunità per il settore dell’acquacoltura con l’approvazione di un bando che fa parte del Piano nazionale Feampa 2026-2027. Questo strumento finanziario, approvato con decreto dirigenziale n. 9752 del 6, punta a sostenere investimenti per l’adeguamento e la realizzazione di nuovi impianti di acquacoltura, comprese le imbarcazioni a supporto.

L’obiettivo principale è quello di rafforzare la competitività della produzione acquicola garantendo al contempo che le attività siano sostenibili nel lungo termine dal punto di vista ambientale. Il bando è cofinanziato dal Fondo europeo affari marittimi, pesca, acquacoltura (Feampa) con una dotazione iniziale di un milione di euro, che potrebbe essere incrementata in futuro.

Le finalità del bando

Il bando si propone di fornire valore aggiunto alle produzioni acquicole, applicare tecnologie di produzione volte alla decarbonizzazione degli ecosistemi, recuperare e riqualificare le aree vocate all’acquacoltura, sviluppare nuove fonti di approvvigionamento alimentare e attivare allevamenti di tonno rosso finalizzati al mantenimento del prodotto ittico catturato fino alla commercializzazione.

Tra le operazioni attivabili, spiccano gli investimenti produttivi per l’acquacoltura sostenibile, la diversificazione della produzione e delle specie allevate, l’ammodernamento delle unità di acquacoltura, il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza dei lavoratori, e gli investimenti destinati a migliorare la qualità o ad aggiungere valore ai prodotti dell’acquacoltura.

Spese ammissibili e tipo di agevolazione

Le spese ammissibili includono l’esecuzione di lavori, l’acquisizione di beni e servizi, l’acquisto di terreni e edifici, l’imposta sul valore aggiunto e le spese generali. Il contributo massimo ammissibile per ogni domanda è pari a 250 mila euro, con un’intensità di aiuto del 60% della spesa totale ammissibile.

Destinatari e presentazione delle domande

Le imprese acquicole operanti in tutte le aree costiere della Toscana, potenzialmente vocate o su cui già insistono allevamenti in acque salate e salmastre, nonché nei territori della regione in cui è attivo il settore dell’allevamento in acqua dolce, sono i principali destinatari del bando. Le domande possono essere presentate solo tramite la piattaforma informatica Artea a partire dal 18 e fino alle ore 13 del 15 luglio 2026.

Ogni richiedente può presentare una sola domanda di contributo e dovrà preventivamente costituire e aggiornare il fascicolo aziendale presso uno dei centri autorizzati (CAA). La domanda di contributo è esente da bollo come da normativa vigente.

Soggetti attuatori e dotazione finanziaria

L’Autorità di gestione del Piano nazionale Feampa 2026-2027 è il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste, mentre l’Organismo intermedio delegato per la Toscana è la Regione Toscana, direzione “Agricoltura e sviluppo rurale”. L’Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura (Artea) è il soggetto competente per l’istruttoria tecnica di 1° livello, contabile ed amministrativa propedeutica alla liquidazione dei contributi.

Per conoscere tutti i dettagli necessari a presentare correttamente la domanda, è possibile consultare integralmente il testo del bando e i suoi 11 allegati approvati con decreto 9752 del 6.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.