La Commissione Europea ha presentato una revisione del sistema Emission Trading System (Ets) il mercato europeo della CO₂ che in vent’anni ha contribuito a dimezzare le emissioni dei settori più inquinanti. La proposta, ufficializzata il 18 luglio 2026, allenta alcuni meccanismi fondamentali del sistema, concedendo più tempo e margini ai settori energivori in una fase di crisi della manifattura europea.
La revisione del sistema Ets è stata presentata insieme a un piano d’azione per l’elettrificazione, con l’obiettivo di mobilitare fino a 100 miliardi di euro per la decarbonizzazione. La Commissione rivendica che l’obiettivo finale, il taglio delle emissioni del 90% entro il 2040, non cambia. Tuttavia, diverse organizzazioni ambientaliste temono che le modifiche possano portare a un aumento delle emissioni.
Le modifiche al sistema Ets
Il sistema Ets, nato nel 2005, è il principale strumento con cui l’Unione europea cerca di ridurre le emissioni di centrali elettriche, industrie energivore, compagnie aeree e trasporto marittimo. La revisione proposta dalla Commissione Europea introduce diverse modifiche significative.
Prolungamento delle quote gratuite
Una delle modifiche più evidenti riguarda le quote gratuite assegnate ai settori più esposti alla concorrenza internazionale. La revisione prolunga la vita di queste quote: per i settori interessati dal Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), l’eliminazione delle quote gratuite verrà rinviata fino al 2038. Per altri comparti particolarmente esposti, continuerà un sistema di assegnazione gratuita basato su parametri di efficienza.
Tra il 2026 e il 2030 verranno distribuiti permessi a inquinare gratis per un valore di 6 miliardi. Tuttavia, d’ora in poi ci sarà una condizione: la presentazione di un piano verificato di decarbonizzazione che preveda investimenti in Europa per un valore equivalente a quello delle quote ricevute. L’80% delle quote sarà assegnato dopo la pubblicazione del piano, e il resto arriverà solo una volta dimostrata la concreta attuazione degli interventi previsti.
Riduzione graduale delle quote totali
Un’altra modifica riguarda il ritmo con cui diminuirà il numero complessivo delle quote disponibili. Oggi il Linear Reduction Factor prevede un calo del 4,4% l’anno dal 2028 al 2030. La Commissione propone una nuova traiettoria: 3,7% annuo tra il 2031 e il 2035 e solo 1,7% tra il 2036 e il 2040. Questo significa che le quote continueranno a essere emesse anche dopo il 2040, invece di avvicinarsi all’azzeramento già intorno al 2040.
La revisione propone anche di dimezzare il tasso di assorbimento delle quote eccedenti da parte della Market Stability Reserve, passando dal 24% al 12%. Questo contribuirà a contenere eventuali impennate del prezzo della CO₂, una richiesta avanzata da tempo da diversi governi e dall’industria.
Le reazioni alla riforma
La proposta di revisione del sistema Ets ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, il commissario europeo all’Ambiente, Wopke Hoekstra, ha sottolineato che l’obiettivo è dare impulso ai settori industriali che sono il cuore pulsante dell’economia europea. Dall’altro, gli ambientalisti temono che la revisione possa indebolire la principale politica climatica dell’Unione europea.
L’eurodeputato tedesco Michael Bloss, relatore ombra dei Verdi/ALE nella commissione per l’Ambiente, ha criticato la proposta, affermando che la Commissione concede alle industrie una licenza per inquinare ancora più a lungo e a costi inferiori. Anche il vicepresidente di Confindustria per l’autonomia strategica europea, Antonio Gozzi, ha definito le modifiche insufficienti.
La revisione del sistema Ets è stata presentata in un contesto di pressioni da parte di alcuni Paesi, Italia in primis, che chiedevano una riforma più favorevole all’industria. Tuttavia, la proposta ha suscitato critiche anche da parte di chi ritiene che la direzione sia quella dei principi del Green Deal.


