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26 Settembre 2026

Bitcoin sotto 85.000 dollari: pressione sugli ETF spot USA

Bitcoin scivola sotto i 85.000 dollari, testando i costi medi degli ETF spot mentre l’intero mercato cripto registra una lieve contrazione.

Bitcoin sotto 85.000 dollari: pressione sugli ETF spot USA

Il mercoledì scorso Bitcoin ha rotto la soglia psicologica dei 85.000 dollari, 365,05 $. La discesa rappresenta il primo vero test per il rally dell’ultima settimana, che ha spinto la criptovaluta a crescere dell’11,5% in soli sette giorni. Nonostante il ribasso intra-giornaliero, il prezzo si mantiene nella fascia di 83.654,39–87.251,25 dollari, indicata da CoinGecko come il range di scambio più recente. Questa dinamica è particolarmente rilevante per gli investitori che hanno acquistato Bitcoin attraverso gli ETF spot americani, poiché il valore attuale è 1,9% al di sotto del costo medio di 86.000 $ di questi fondi.

Bitcoin sotto i 85.000 dollari: un break rispetto ai costi medi degli ETF spot

L’intervallo di 85.000–86.500 dollari racchiude la più ampia concentrazione di costi d’acquisto recenti, con circa 633.000 BTC scambiati in quel segmento, secondo le analisi di Bitfinex Alpha. Quando il prezzo scende al di sotto del livello di pareggio, gli investitori istituzionali potrebbero trovarsi in una posizione underwater ossia con un valore di mercato inferiore al capitale effettivamente versato nei fondi. Il test attuale mette alla prova la capacità di questi ETF di mantenere flussi di ingresso netti; finora, le ultime due giornate hanno registrato afflussi complessivi di 1,71 miliardi di dollari, ma l’ondata di acquisti si è rivelata insufficiente a sostenere il prezzo sopra la media di costo.

Flussi di capitale negli ETF spot americani

Il lunedì ha visto un ingresso di 999,0 milioni di dollari, mentre il martedì ne sono arrivati 714,7 milioni, secondo Farside Investors. Tra gli editori più attivi, BlackRock (IBIT) ha captato 350,3 milioni, seguito da Fidelity (FBTC) con 257,4 milioni e Morgan Stanley (MSBT) con 99,0 milioni. Tuttavia, tutti questi capitali sono ora “sott’acqua”, poiché il prezzo ha retrocesso al di sotto della soglia di ingresso. Gli analisti sottolineano che per confermare un mercato rialzista vero e proprio è necessario che la % di offerta in profitto rimanga sopra il 75% e che gli MVRV (Market Value to Realized Value) superi 1,8 – valori attualmente non raggiunti.

Reazione dell’intero mercato cripto e segnali di pressione ribassista

Il calo di Bitcoin ha trascinato anche l’intero mercato cripto che ha perso il 2,27% arrivando a una capitalizzazione totale di 2,96 trilioni di dollari al 23 settembre 2026. La dominanza di Bitcoin è rimasta intorno al 57,2%, ma le altcoin hanno subito contrazioni più marcate: XRP è sceso del 5,8% a 1,48 $, Dogecoin dell’8,3% e Hedera del 9,9%. Inoltre, i tassi di financing perpetui su OKX per Bitcoin ed Ether sono diventati negativi (-0,0022% e -0,0012% rispettivamente), segnalando che i trader short stanno pagando i long, un’inversione rispetto ai giorni precedenti. Anche il valore totale bloccato nella DeFi è calato dell’1,89%, attestandosi a 94,55 miliardi di dollari.

Indice Fear & Greed e sentiment di mercato

Nonostante il ribasso, il sentiment rimane orientato verso la greed. L’indice Fear & Greed di Alternative.me è sceso da 78 a 71, ma resta ancora nella zona “avidità”, ben al di sopra del livello neutro di 50. Parallelamente, i mercati tradizionali hanno chiuso in rosso: l’S&P 500 è sceso dello 0,75%, il Nasdaq dell’1,13% e l’oro ha perso l’1,30% a 4.319,60 $ l’oncia. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono saliti al 4,99%, contribuendo a rafforzare il dollaro e a spingere i tassi di finanziamento verso valori più negativi.

Prospettive future: prossimi futures di CME e livelli di supporto

Il prossimo futuro di CME Group prevede la quotazione di contratti su Bitcoin Cash e Uniswap a partire dal 19 ottobre, con versioni micro da 25 BCH e 1.000 UNI. Questa espansione potrebbe offrire nuovi strumenti di copertura per gli investitori, ma la pressione ribassista rimane evidente finché il prezzo non riesce a riprendere sopra la media di costo degli ETF. Analisti tecnici individuano un supporto chiave intorno agli 81.800 $, zona in cui la prima fase del rally si era arrestata per diversi giorni. Un’eventuale rottura al di sotto di questa soglia potrebbe innescare ulteriori vendite, mentre un consolidamento sopra di essa potrebbe dare il via a una nuova fase di crescita.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.