L’Etiopia, che da tempo si affida quasi esclusivamente all’energia idroelettrica per le proprie necessità, sta vivendo una crisi senza precedenti. La prolungata siccità ha drasticamente diminuito i livelli d’acqua delle dighe, riducendo la capacità delle centrali di produrre elettricità. In questo contesto, il governo ha deciso di ridurre le forniture a un settore particolarmente energivoro: le farm di mining di criptovalute gestite da società straniere.
Fino a poco tempo fa, il primo ministro Abiy Ahmed aveva promosso l’arrivo di queste imprese, attratto dalla possibilità di ottenere rapidamente valuta estera e di aumentare i ricavi dell’Ethiopian Electric Power (EEP). Oggi, però, la carenza d’acqua costringe la compagnia statale a rivedere le priorità, dando precedenza a famiglie e industrie nazionali.
Diminuzione delle riserve idriche e impatto sulla produzione energetica
Le dighe, che forniscono circa il 95 % dell’elettricità etiope, hanno registrato un calo dell’afflusso d’acqua del 20 % rispetto agli anni precedenti. La riduzione si è tradotta in una diminuzione della capacità produttiva delle centrali, con conseguenze dirette sulla disponibilità di energia per tutti gli utilizzatori. In particolare, la Grande diga del Rinascimento Etiope completata lo scorso luglio sul Nilo Azzurro, ha visto la sua produzione scendere in maniera significativa a causa dei flussi idrici inferiori al previsto.
Il direttore generale della EEP, Ashebir Balcha, ha comunicato che le forniture alle aziende di mining sono state progressivamente tagliate fino a raggiungere il 23 % delle quantità contrattuali. Questo declino è stato necessario per garantire che le famiglie e le piccole e medie imprese locali non subiscano interruzioni di corrente.
Priorità energetiche: famiglie ed industrie locali prime, mining in secondo piano
Con la crisi idrica, la EEP ha stabilito una nuova politica di allocazione dell’energia. Il criterio principale è quello di preservare l’erogazione di elettricità alle utenze domestiche e alle attività produttive etiope, riducendo al minimo le forniture alle strutture di mining, considerate non essenziali dal punto di vista sociale. Tale decisione è stata giustificata dal fatto che, nonostante le farm di mining generassero il 35 % dei ricavi dell’azienda elettrica, esse impiegano poco personale locale e hanno un impatto limitato sull’occupazione.
Il ruolo economico delle farm di criptovalute in Etiopia
Le opere di mining, per lo più di proprietà cinese, erano state attirate dalla disponibilità di energia a basso costo grazie all’abbondanza idroelettrica. Nel corso dell’ultimo esercizio fiscale, queste strutture hanno versato alla EEP circa 50 miliardi di birr, equivalenti a 300 milioni di dollari, fornendo una fonte importante di valuta estera. Tuttavia, il consumo medio di energia di una singola farm supera di gran lunga quello di un’industria tradizionale, rendendo la loro presenza insostenibile in caso di scarsità di risorse idriche.
Il governo di Abiy Ahmed, al potere dal 2018, aveva puntato su politiche di liberalizzazione e attrazione di investimenti stranieri, ma la mancanza di una strategia di diversificazione energetica ha messo in luce i limiti di tale approccio. Oggi, la necessità di garantire una copertura elettrica a più di 15 milioni di famiglie ancora non collegate alla rete ha spinto le autorità a considerare una revisione dei contratti con i miner.
Conseguenze economiche e prospettive future
Il taglio delle forniture può avere ripercussioni sul mercato delle criptovalute in Etiopia, soprattutto perché le farm rappresentavano una fetta considerevole del volume di hashing nazionale. Tuttavia, le autorità ritengono che la tutela della sicurezza energetica per la popolazione sia un obiettivo prioritario. Inoltre, il governo ha approvato un piano per incrementare i prezzi dell’energia del 400 % entro il 2028, con l’intento di coprire i costi di mantenimento delle infrastrutture e di ridurre le perdite finanziarie accumulate negli ultimi anni.
Nel medio-lungo termine, la sfida sarà trovare un equilibrio tra la necessità di atra re investimenti dal settore delle criptovalute e la capacità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e sostenibile per la popolazione. La costruzione di nuove infrastrutture di stoccaggio idrico e l’esplorazione di fonti alternative, come il solare, potrebbero rappresentare soluzioni per mitigare gli effetti futuri di eventi climatici estremi.



