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27 Giugno 2026

Borse europee in calo: il comparto tecnologico frena su rincari chip

Le borse europee chiudono in rosso, con il settore tech sotto pressione per i rincari dei chip e il possibile rinvio dell'Ipo di OpenAI

Borse europee in calo: il comparto tecnologico frena su rincari chip

Le borse europee hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in territorio negativo, con una forte volatilità che ha colpito in particolare il settore tecnologico. I mercati hanno reagito negativamente ai rincari dei chip di memoria e alle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’Ipo di OpenAI, che potrebbe slittare al prossimo anno.

A Piazza Affari, il Ftse Mib ha registrato un calo dell’1%, scivolando in area 51mila punti. Anche Parigi e Francoforte hanno chiuso in rosso, rispettivamente con -0,55% e -1,25%. L’unica eccezione è stata la Borsa di Londra, che ha chiuso in positivo con un +1,4% nella settimana delle dimissioni del premier britannico Keir Starmer.

Il settore tech sotto pressione

Le vendite si sono concentrate soprattutto sui titoli tecnologici, con Stmicroelectronics che ha perso l’8% a Piazza Affari. Anche a Francoforte e Amsterdam, i principali produttori di chip hanno registrato forti ribassi. Lo Stoxx Europe 600 Technology ha chiuso con un calo complessivo dell’1%.

Tra i fattori che hanno contribuito al ribasso del settore tech, ci sono i rincari dei chip di memoria, dovuti alla crescente domanda di AI e data center, e le indiscrezioni sul possibile rinvio dell’Ipo di OpenAI. Il titolo di SoftBank, tra i principali investitori nella società di Sam Altman, ha perso oltre il 12% a Tokyo.

Apple e i rincari dei prezzi

Un altro fattore che ha contribuito al sell-off sui tech è stato l’annuncio di Apple di aumenti dei prezzi su diverse linee di prodotto. Gli analisti hanno sottolineato che la carenza di memoria e storage potrebbe trasformarsi da sostegno ai produttori di chip a freno per l’intera filiera.

Banca Akros ha parlato di aumenti dei prezzi ‘su gran parte delle sue linee di prodotto’, confermando come motivazione ‘i prezzi elevati e la carenza di offerta dei chip di memoria e storage’. Gli analisti hanno inoltre ricordato che già ad aprile il management della società aveva indicato che la carenza di chip sarebbe probabilmente proseguita per ‘diversi mesi’ e sarebbe peggiorata nel corso dell’anno.

Il comparto della difesa in calo

Le vendite si sono concentrate anche sul comparto della difesa, con Avio, Leonardo e Fincantieri tra i peggiori della settimana. A innescare il movimento è stato il crollo di Rheinmetall, arrivata a perdere fino al 19% dopo la decisione della Germania di accantonare l’acquisto di sei fregate antisommergibile F126.

Il caso ha riacceso i dubbi sulla continuità della spesa militare europea, dopo mesi in cui il comparto aveva beneficiato delle attese di riarmo seguite all’invasione russa dell’Ucraina e alle pressioni sui Paesi NATO per aumentare i budget della difesa. Secondo gli analisti, il mercato sta iniziando a prezzare uno scenario meno lineare, con governi con finanze pubbliche sotto pressione che potrebbero rivedere o rallentare gli impegni di spesa.

I titoli in evidenza a Piazza Affari

Tra i titoli in evidenza a Piazza Affari, Diasorin ha chiuso la settimana in positivo con un +5%, seguita da Ferrari (+4,8%). Bilancio positivo anche per Tim (+1,8%), Nexi (+1,7%) e Enel (+1,6%).

Nel dettaglio, il comparto della difesa ha registrato forti ribassi, con Avio (-16,6%), Leonardo (-12,2%) e Fincantieri (-13,1%) tra i peggiori della settimana. Il settore tech ha visto ribassi significativi, con Stmicroelectronics in calo dell’8%. Al contrario, i settori del food, dell’health care e del real estate hanno registrato performance positive.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.