Il quadro normativo che riguarda la certificazione dei corrispettivi si è ulteriormente raffinato: dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore l’obbligo di associare gli strumenti di pagamento elettronico ai sistemi che memorizzano e trasmettono i dati fiscali.
Per molti negozi, bar e ristoranti la scadenza operativa da segnare è il 20 aprile 2026, termine ultimo per completare l’abbinamento dei Pos già attivi o utilizzati nel periodo dall’1° al 31 gennaio 2026. La misura non richiede interventi hardware: si tratta di un collegamento virtuale da effettuare attraverso un servizio web dell’Agenzia delle Entrate.
Questa novità è frutto delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (articoli previsti per la digitalizzazione dei corrispettivi) e chiarita con il provvedimento del direttore dell’Agenzia del 31 ottobre 2026. L’adempimento mira a garantire la tracciabilità e la coerenza tra registrazione del corrispettivo e pagamento elettronico, ma impone agli esercenti di verificare la situazione dei propri dispositivi e di utilizzare il portale «Fatture e corrispettivi» per completare l’operazione.
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Cosa prevede l’obbligo e a chi si applica
L’obbligo riguarda i soggetti che certificano i corrispettivi tramite registratori telematici o la procedura web «Documento Commerciale on line» e che incassano con strumenti elettronici. Devono pertanto procedere all’abbinamento le attività che utilizzavano i Pos al 1° gennaio 2026 o li hanno impiegati tra l’1 e il 31 gennaio 2026. Sono esclusi i casi specifici indicati dall’Agenzia: tra questi, i corrispettivi derivanti da distributori automatici, le cessioni di carburante e le operazioni espressamente esonerate dalla memorizzazione elettronica. È importante ricordare che se un Pos è impiegato anche occasionalmente per operazioni soggette a certificazione, l’obbligo permane.
Strumenti coinvolti e definizioni pratiche
Per «strumenti di pagamento elettronico» si intendono sia i dispositivi fisici sia le piattaforme software, le app e gli strumenti virtuali con cui l’esercente riceve incassi elettronici. Il collegamento non richiede integrazioni tecniche tra i dispositivi: l’operazione consiste nell’abbinare la matricola del registratore telematico presente nell’Anagrafe tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento di cui l’esercente risulta titolare. L’Agenzia propone nell’interfaccia l’elenco degli strumenti comunicati dagli operatori finanziari per rendere l’operazione più rapida.
Esclusioni e casi pratici
Le vendite esclusivamente fatturate e alcune categorie di corrispettivi rimangono escluse dall’adempimento; inoltre, se un Pos è dichiarato come esclusivo per operazioni esonerate, non deve essere collegato ma non può essere poi usato per operazioni certificate. In situazioni miste, dove un dispositivo serve sia operazioni certificate sia esenti, l’obbligo si applica: quindi è utile configurare e dichiarare correttamente il perimetro di utilizzo per evitare problemi in caso di controlli.
Come eseguire il collegamento: procedura e strumenti
La registrazione avviene tramite il servizio online presente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE, CNS o credenziali rilasciate dall’Agenzia. Nell’area «Fatture e corrispettivi» si usa la funzione «Gestione collegamenti» per associare la matricola del registratore ai dati del Pos. L’esercente può operare direttamente o delegare un intermediario. Per facilitare gli operatori, l’Agenzia ha messo a disposizione una guida operativa, un manuale e una serie di FAQ che chiariscono casi come più punti vendita o strumenti comunicati dagli operatori finanziari.
Tempistiche e scadenze da rispettare
Per gli strumenti in uso o utilizzati a gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni a partire dal 5 marzo 2026, quindi la scadenza è il 20 aprile 2026. Per i Pos attivati da febbraio in poi, la prima associazione deve essere fatta dal sesto giorno del secondo mese successivo alla disponibilità effettiva dello strumento e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo di quel mese: ad esempio, un dispositivo che entra in funzione a marzo va collegato tra il 6 e il 31 maggio 2026.
Rischi, sanzioni e consigli pratici
Chi non completa l’abbinamento rischia di incorrere in sanzioni amministrative: è quindi fondamentale verificare tempestivamente la situazione dei propri strumenti e procedere con la comunicazione attraverso il portale. Tra le buone pratiche consigliate ci sono: controllare l’elenco degli strumenti comunicati dagli operatori finanziari, conservare la documentazione dell’avvenuto collegamento e aggiornare la registrazione in caso di variazioni (nuovo Pos, disattivazione, trasferimento). In caso di dubbi è raccomandato consultare le FAQ e la guida pubblicate dall’Agenzia o rivolgersi a un professionista o intermediario.
Risorse utili
Per eseguire il collegamento e reperire la guida operativa è possibile consultare la pagina dedicata dell’Agenzia delle Entrate: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/collegamento-pos-rt. Le istruzioni pubblicate includono esempi pratici, schermate e risposte ai casi più frequenti per agevolare esercenti e intermediari nell’adempimento.
