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Kevin Warsh e le sue partecipazioni crypto: cosa c’è nella dichiarazione

La candidatura di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve è passata per una tappa formale: la presentazione della dichiarazione patrimoniale, identificata come OGE Form 278e, composta da 69 pagine depositate il 14 aprile 2026.

In queste carte, oltre ai ampi asset congiunti con la moglie, emergono partecipazioni in numerosi progetti legati alle criptovalute e alla blockchain. La natura e la struttura di questi investimenti sollevano domande sia pratiche sia etiche su come verranno gestite le future decisioni della banca centrale.

Il documento non è solo un inventario di titoli tradizionali: contiene riferimenti dettagliati a protocolli DeFi, reti di scaling per Ethereum, progetti legati a Bitcoin e società di infrastruttura finanziaria digitale. Warsh ha dichiarato l’intenzione di dismettere molte di queste posizioni, ma rimane aperta la questione delle tempistiche e delle modalità di vendita, soprattutto per le partecipazioni illiquide in fondi di venture.

Composizione del portafoglio crypto

Le partecipazioni individuabili nella dichiarazione sono concentrate in due principali veicoli: DCM Investments 10 LLC (tramite Abstract Holdings) e una serie di fondi indicati come AVF I, AVF II, AVF III e AVGF. All’interno di questi veicoli compaiono nomi noti come Solana, Optimism, Compound e dYdX, oltre a progetti emergenti come Blast e Zero Gravity. Vi sono inoltre investimenti in piattaforme di pagamento e infrastrutture per Bitcoin, inclusa una posizione dichiarata nel Lightning Network e in una startup legata a questa tecnologia.

Protocolli e layer

Tra i protocolli elencati figurano soluzioni per il prestito e il trading decentralizzato come Compound e dYdX, insieme a Lighter e Eulith, orientati allo scambio e alla finanza decentralizzata. Sul fronte delle reti, la presenza di Solana, Optimism e vari Layer 2 evidenzia una esposizione verso tecnologie che mirano a scalare Ethereum o a offrire alternative ad alte prestazioni.

Infrastrutture, mercati predittivi e Web3

La dichiarazione include partecipazioni in società di investimento come Polychain e Scalar Capital, piattaforme di mercati predittivi come Polymarket, e progetti consumer e NFT come Dapper Labs e Crossmint. Altre posizioni riguardano neobanche e infrastrutture operanti con asset digitali, tra cui nomi come Lemon Cash, OnJuno e strumenti per sviluppatori come Tenderly.

Dismissioni, valutazioni opache e rischi di liquidità

Gran parte delle partecipazioni sono riportate senza un valore in dollari specifico, una prassi che, secondo le regole dell’OGE, indica singole partecipazioni inferiori a 1.000 dollari: si tratta quindi di stake minoritari e diffuse. Tuttavia, ci sono fondi più consistenti: Warsh detiene oltre 100 milioni di dollari nel Juggernaut Fund LP, i cui asset sottostanti sono coperti da accordi di riservatezza, e diverse posizioni in THSDFS LLC valutate singolarmente tra 1 e 5 milioni di dollari. Queste ultime richiederanno una dismissione completa in caso di conferma.

Problemi pratici nella vendita

Liquidare token fungibili come quelli di Compound o dYdX è relativamente diretto; vendere quote di fondi di venture o LP in società come Polychain può essere invece complesso e soggetto a lock-up e clausole contrattuali. La funzionaria di certificazione dell’OGE, Heather Jones, ha osservato che Warsh sarà conforme all’Ethics in Government Act una volta completate le operazioni di dismissione, ma i dettagli operativi restano un punto critico.

Implicazioni normative e conflitti d’interesse

Il futuro presidente della Fed influirà su dossier centrali per il settore crypto: la legislazione sulle stablecoin, le linee guida per la custodia di asset digitali da parte delle banche, la sperimentazione su depositi tokenizzati e la ricerca su una eventuale CBDC. Le norme etiche federali prevedono spesso un periodo di raffreddamento di un anno per materie direttamente collegate a interessi finanziari recenti, il che potrebbe richiedere ricusazioni e limitare l’intervento di Warsh su alcune decisioni nel primo anno del mandato.

La fase di conferma

La dichiarazione ha già attirato l’attenzione del Senato: il presidente della Commissione bancaria, Tim Scott, ha annunciato un’udienza imminente, mentre il senatore Thom Tillis ha indicato che bloccherà voti finali finché il Dipartimento di Giustizia non avrà chiarito indagini in corso relative all’attuale presidente, il cui mandato scade il 15 maggio. Durante le audizioni, è probabile che i senatori chiedano chiarimenti su singole società elencate nella disclosure e sulle tempistiche di vendita.

In sintesi, la rilevanza del caso non deriva soltanto dalla quantità di denaro investita, bensì dal fatto che il candidato ha scelto esposizioni mirate a protocolli e infrastrutture che la Fed potrebbe regolare direttamente. Per l’industria crypto si tratta di un segnale ambiguo: da un lato un capo della Fed con conoscenza diretta del settore; dall’altro obblighi etici che potrebbero limitarne l’azione nelle questioni più sensibili.

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