In un contesto di mercato in cui il costo del denaro continua a influenzare direttamente la remunerazione della liquidità, etf e fondi monetari sono tornati a essere strumenti centrali per risparmiatori e consulenti. Questi prodotti non sono pensati per inseguire grandi rendimenti, ma per preservare il capitale nel breve periodo e offrire una remunerazione migliore rispetto ai conti correnti, soprattutto quando i tassi di interesse sono favorevoli.
Scopriamo insieme cosa sono, come funzionano e quando è opportuno utilizzarli nel proprio portafoglio.
Etf monetari: caratteristiche e funzionamento
Gli etf monetari sono fondi quotati che replicano il mercato monetario, composto da strumenti di debito a brevissimo termine. Questi etf investono in titoli di Stato a breve scadenza, certificati di deposito, commercial paper, depositi bancari e strumenti indicizzati a un tasso di riferimento come l’€STR il tasso overnight dell’area euro.
La loro principale caratteristica è la possibilità di essere negoziati in Borsa in tempo reale, come un’azione. Questo li rende particolarmente flessibili e adatti a chi cerca una gestione dinamica della liquidità. Dal punto di vista tecnico, la replica del mercato monetario può essere fisica o sintetica, con l’uso di swap per ottenere l’esposizione desiderata all’indice di riferimento.
Fondi monetari: caratteristiche e funzionamento
I fondi monetari hanno una funzione simile agli etf monetari, ma non sono quotati in Borsa. Investono in strumenti del mercato monetario a breve termine con l’obiettivo di mantenere un profilo di rischio molto contenuto e una volatilità ridotta. La loro durata è tipicamente molto contenuta, spesso inferiore ai 12 mesi, per ridurre l’impatto delle variazioni dei tassi e garantire una buona liquidabilità.
Il rendimento dei fondi monetari dipende principalmente dai tassi di interesse di breve termine. Quando il costo del denaro sale, questi fondi offrono rendimenti più interessanti; quando i tassi scendono, il flusso cedolare o il rendimento complessivo si riducono. Questo li rende particolarmente attraenti in fasi di stretta monetaria.
Etf monetari e fondi monetari a confronto
La differenza più immediata tra etf monetari e fondi monetari riguarda la modalità di negoziazione. Gli etf monetari sono quotati e quindi comprabili o vendibili durante la seduta di Borsa, offrendo una flessibilità molto alta. I fondi monetari, invece, seguono il meccanismo di sottoscrizione e rimborso tipico del risparmio gestito tradizionale.
Anche i costi meritano attenzione. Gli etf monetari hanno spesso commissioni di gestione molto contenute, in alcuni casi inferiori allo 0,10% annuo, ma il costo effettivo va sempre letto insieme allo spread bid-ask e alla piattaforma di negoziazione. I fondi monetari possono avere una struttura tariffaria diversa, più vicina alla logica del fondo attivo tradizionale.
Sul fronte del rischio, entrambi gli strumenti restano molto prudenti, ma non equivalgono a un deposito bancario. Gli etf monetari non beneficiano della garanzia dei depositi fino a 100.000 euro prevista per i conti e i depositi bancari, mentre i fondi monetari restano esposti, seppure in misura contenuta, ai rischi di mercato e alla qualità degli strumenti sottostanti.
Quando usarli in portafoglio
Il loro impiego più naturale è il parcheggio della liquidità. Quando il capitale è temporaneamente inattivo, ad esempio in attesa di un investimento successivo o di una spesa programmata, etf e fondi monetari permettono di ridurre il costo dell’inattività e di mantenere il denaro in un contesto relativamente prudente.
Un secondo uso riguarda il cuscinetto difensivo. In fasi di volatilità elevata, questi strumenti possono rappresentare una soluzione ponte per preservare capitale e attendere condizioni più favorevoli per rientrare sui mercati. Possono essere utili anche come soluzione temporanea per obiettivi a breve termine, quando la priorità diventa la stabilità piuttosto che il rendimento massimo.
Tuttavia, è importante considerare i limiti di questi strumenti. Non sono pensati per la crescita del capitale, e il loro rendimento resta contenuto. Inoltre, se l’inflazione è superiore al rendimento offerto, il potere d’acquisto del capitale può erodersi. Infine, il rischio cambio può incidere sul risultato finale se gli strumenti sono denominati in valuta diversa dall’euro.
La scelta tra etf e fondo monetario dipende dall’orizzonte temporale, dalla tolleranza alla complessità operativa e dal ruolo che il prodotto deve avere nel portafoglio. Entrambi possono funzionare come serbatoio della cassa o come componente prudente della strategia, offrendo una risposta razionale alla gestione della liquidità in un periodo in cui il denaro può finalmente tornare a produrre qualcosa.



