Ritornare, al termine di un percorso universitario, nella propria terra d’origine può trasformarsi in un bivio difficile da affrontare. Giada, una delle ragazzine che ha partecipato al programma Horizon descrive quel momento come “un isolamento forzato” e la sensazione di non trovare sbocchi professionali nei contesti periferici. Lì, il ponte tra le proprie capacità e le opportunità sembra inesistente, finché non compare un percorso in grado di sfumare quel divario.
Bassa mobilità sociale in Italia: dati allarmanti
Le statistiche confermano la percezione di Giada. L’OCSE ha rilevato nel 2019 che l’Italia registra una delle più basse mobilità sociali d’Europa: i figli delle famiglie più povere impiegheranno in media cinque generazioni per raggiungere il reddito medio nazionale. Inoltre, il report AlmaLaurea 2024 indica che il 67,8% dei laureati proviene da famiglie senza titoli di studio, ma la presenza di almeno un genitore laureato aumenta significativamente le probabilità di laurearsi. Secondo l’Istat, tra i 25-34enni, il 67,6% dei laureati ha almeno un genitore laureato, contro il 12,3% di chi proviene da famiglie con soltanto scuole secondarie inferiori.
Il programma Horizon: struttura e criteri di selezione
Nasce così la necessità di un intervento mirato. Horizon ideato da BCG Italia, si propone di livellare le opportunità per i giovani provenienti da contesti sottorappresentati. La prima edizione ha coinvolto 40 partecipanti selezionati tramite una lettera motivazionale e la verifica dell’ISEE, con soglia massima di 28.000 euro. Il percorso di 16 settimane ha combinato workshop settimanali condotti da professionisti BCG, sessioni di mentoring individuale e due giornate in presenza negli uffici di Milano. Durante questo ciclo, i partecipanti hanno potuto acquisire consapevolezza delle proprie competenze e scoprire nuove leve per costruire il proprio percorso professionale.
Workshop e mentoring individuale
I workshop hanno spaziato dalla comunicazione efficace alla gestione del tempo, passando per tecniche di problem solving. Ogni modulo è stato progettato per stimolare la riflessione critica e la capacità di presentare il proprio valore sul mercato del lavoro. Parallelamente, il mentoring ha fornito un supporto personalizzato: i mentor hanno aiutato i partecipanti a identificare punti di forza sottovalutati e a definire piani di sviluppo concreti.
Testimonianze concrete dei partecipanti
Giada racconta di aver accorciato le distanze geografiche grazie a una community vivace, mentre Luca afferma che il suo mentor gli ha mostrato capacità che non riconosceva in sé stesso, accrescendo la fiducia nelle proprie decisioni. Sara, invece, ha trasformato il timore di una carriera tradizionale in una spinta verso la consulenza privata decidendo di intraprendere una specializzazione in puericultura. Anche Alice ha cambiato prospettiva: da una visione lineare della carriera ha passata a percepire le incertezze come spazio di possibilità grazie al confronto aperto con i mentor e i compagni di corso.
Networking come leva fondamentale
Il valore del networking è emerso chiaramente. Baudino sottolinea che quattro disoccupati su dieci trovano lavoro attraverso contatti personali, e tra i laureati il dato scende a uno su quattro. Il programma ha infatti favorito la creazione di una rete di oltre 40 giovani e professionisti, consentendo scambi continui di esperienze e opportunità. Gli ex partecipanti, ora tornati nelle università, fungono da ambasciatori, raccontando la loro esperienza e ampliando la community in maniera organica.
Verso il futuro: la seconda edizione di Horizon
Il successo della prima edizione ha spinto BCG a riaprire le candidature per una seconda tornata. L’obiettivo rimane quello di abbattere il “muro invisibile” che separa il punto di partenza geografico dalle ambizioni professionali. Come ricorda Baudino, “più strumenti, relazioni e consapevolezza possono ampliare non solo le opportunità incontrate, ma anche quelle che si riescono a riconoscere”. Chi si riconosce nelle sfide descritte è invitato a candidarsi, contribuendo a creare un mercato del lavoro più inclusivo e meritocratico.



