La pubblicazione della circolare INPS n.
28 del 16 marzo 2026 dà concretezza alle modifiche previste dalla Legge di Bilancio 2026 sui requisiti di pensionamento. Il documento recepisce il decreto direttoriale del 19 dicembre 2026 e indica un adeguamento graduale dei parametri legati alla speranza di vita, con ricadute specifiche per il comparto Difesa e Sicurezza. Questo testo sintetizza le novità operative, le differenze tra tipologie di pensione e gli aspetti ancora in sospeso che interesseranno chi presta servizio in divisa.
Le modifiche non sono rivoluzionarie sul piano numerico, ma possono alterare la pianificazione dell’uscita dal lavoro: si tratta infatti di incrementi misurati in mesi che, in un sistema rigido come quello previdenziale, incidono su decorrenze, finestre e scelte personali. L’articolo illustra le tabelle di riferimento, le regole speciali previste per alcune categorie e i punti che saranno definiti da un futuro DPCM.
Indice dei contenuti:
Cosa stabilisce la circolare INPS
La circolare INPS n. 28/2026 conferma l’adeguamento ai parametri demografici stabiliti dal decreto direttoriale del 19 dicembre 2026. Per la generalità degli assicurati l’adeguamento è graduato: un mese a partire dal 1° gennaio 2027 e tre mesi complessivi dal 1° gennaio 2028. In termini pratici la pensione di vecchiaia si attesta quindi a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028. La circolare ribadisce inoltre che agli aumenti anagrafici si affiancano gli ordinari adeguamenti previsti dal sistema previdenziale.
Requisiti contributivi e finestre
Accanto ai limiti anagrafici, la circolare aggiornala i parametri per la pensione anticipata e per le varie forme speciali. Ad esempio, per l’anticipata ordinaria sono richiesti 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini nel 2027 e 43 anni e 1 mese nel 2028, con una riduzione di un anno per le donne. Restano in vigore i meccanismi di decorrenza e le finestre mobili che possono posticipare l’effettivo collocamento a riposo di alcuni mesi rispetto alla maturazione dei requisiti.
Specificità per il comparto Difesa e Sicurezza
La circolare chiarisce che le regole valgono anche per il personale delle Forze armate, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, delle forze di polizia a ordinamento civile e dei Vigili del fuoco. Nel comparto gli adeguamenti coinvolgono sia i limiti anagrafici legati al grado e alla qualifica sia i requisiti contributivi per le diverse tipologie di pensione. Per la pensione di anzianità, ad esempio, la soglia contributiva sale a 41 anni e 1 mese dal 1° gennaio 2027 e a 41 anni e 3 mesi dal 1° gennaio 2028; analoghe variazioni interessano i limiti d’età previsti per particolari condizioni di carriera.
Limiti, eccezioni e APE sociale
La Legge di Bilancio 2026 ha stabilito alcune esclusioni temporanee per chi svolge attività gravose o particolarmente usuranti: queste eccezioni operano per il biennio 2027-2028 e consentono a determinate categorie di non subire l’adeguamento alla speranza di vita. Tuttavia chi beneficia di strumenti come l’APE sociale non è automaticamente esentato: per gli aventi diritto l’adeguamento può continuare ad applicarsi se previsto dalla normativa specifica.
Il nodo delle deroghe e il ruolo del DPCM
Un punto centrale resta la definizione delle professionalità che potranno essere escluse o attenuate rispetto agli aumenti. La circolare rinvia alla predisposizione di un DPCM l’elenco e i criteri per individuare le mansioni effettivamente gravose o operative. La distinzione è fondamentale perché nel comparto convivono ruoli molto diversi: attività di front line, compiti logistici e funzioni amministrative richiedono valutazioni distinte per equità e sostenibilità del sistema.
Cosa cambierà per chi è vicino alla pensione
Per il personale che matura i requisiti nel 2027-2028 gli effetti saranno concreti già nel breve termine: uno slittamento di pochi mesi può compromettere piani familiari e professionali, e può comportare una più lunga esposizione a mansioni fisicamente impegnative. Le organizzazioni sindacali del settore hanno evidenziato il rischio di una riduzione del turnover e di un invecchiamento della forza lavoro, con possibili ripercussioni sull’efficienza operativa.
Reazioni, monitoraggio e prospettive
Sindacati come ASPMI hanno annunciato un’attenta vigilanza sull’attuazione del decreto attuativo per tutelare le specificità militari. Il dibattito nei prossimi mesi verterà sul bilanciamento tra sostenibilità previdenziale e riconoscimento delle condizioni di lavoro effettive. In sintesi, la circolare INPS definisce il quadro tecnico per il biennio 2027-2028, ma lascia aperte scelte decisive che saranno rimodellate dal futuro DPCM e dalle interlocuzioni tra Governo, INPS e rappresentanze del comparto.
