L’Iran è diventato un caso paradigmatico in cui economia digitale, fragilità infrastrutturale e conflitto si incontrano.
Il paese ha trasformato l’energia sovvenzionata in una risorsa per l’estrazione di criptovalute, ma le stesse reti elettriche e civili subiscono ora le conseguenze di attacchi e restrizioni che mettono a rischio sia le attività economiche sia la popolazione.
Parallelamente, le accuse di impiego del fosforo bianco in aree residenziali sollevano interrogativi sul rispetto delle norme umanitarie e sui danni sanitari a lungo termine. Questo articolo mette in relazione le dinamiche del mining industriale, la circolazione di asset digitali e l’impatto diretto delle armi incendiarie sui civili.
Indice dei contenuti:
L’industria del mining in Iran: vantaggi economici e fragilità
Dopo la legalizzazione del mining industriale nel 2019, l’Iran è diventato uno dei luoghi più competitivi per estrarre bitcoin grazie a un prezzo dell’elettricità industriale fissato a mezzo centesimo di dollaro per chilowattora. Stando alle stime, circa 700mila macchine da mining assorbono 2.000 megawatt dalla rete nazionale, con un costo di produzione per singolo bitcoin che scende a circa 1.320 dollari contro una media globale molto più alta. Questa combinazione ha creato rendimenti enormi, ma anche una dipendenza critica dall’infrastruttura elettrica.
Vulnerabilità della rete e misure governative
La società pubblica che gestisce la rete, Tavanir, attribuisce al mining circa il 20% del deficit energetico del paese e per questo impone divieti stagionali per evitare blackout estesi. Quando le interruzioni diventano intermittenti, le strutture di mining non degradano lentamente ma si fermano, aggravando la perdita di entrate. Inoltre, attacchi mirati al settore energetico — in alcune fasi rivendicati come operazioni militari esterne — aumentano il rischio di interruzioni prolungate.
Cripto e sanzioni: un sistema finanziario parallelo
Per aggirare le restrizioni sul dollaro, lo Stato e soggetti vicini ad esso hanno usato sempre più le criptovalute come canale di liquidità. Nel 2026 l’ecosistema ha generato oltre 7,78 miliardi di dollari, metà dei quali collegati a entità prossime ai Guardiani della rivoluzione, che avrebbero mosso più di 3 miliardi. In questo contesto le stablecoin sono percepite come surrogati del dollaro per operazioni esterne e trasferimenti rapidi.
Canali, piattaforme e tensioni recenti
Transazioni multilivello, società di comodo e canali tradizionali di contrabbando si combinano con reti blockchain a basso costo come Tron ed Ethereum. Durante le fasi acute del conflitto si sono misurate reazioni immediate: Elliptic ha registrato un picco del 700% nei ritiri dalla piattaforma locale Nobitex, con punte di 2,89 milioni di dollari l’ora, mentre Chainalysis ha segnalato 10,3 milioni di dollari in uscita dagli exchange nazionali tra il 28 febbraio e il 2 marzo. Nobitex, che detiene una quota significativa del mercato interno, ha inoltre gestito oltre 2 miliardi di dollari in Tether sulla rete Tron nel 2026.
Fosforo bianco e impatto umanitario: il caso di Yohmor
L’organizzazione Human Rights Watch ha documentato l’uso di munizioni a base di fosforo bianco sui quartieri residenziali di Yohmor il 3 marzo, geolocalizzando immagini che ritraggono residui incandescenti e focolai su tetti e veicoli. Sebbene il fosforo bianco non sia classificato come arma chimica, il suo impiego in aree popolate è considerato incompatibile con le regole del diritto internazionale che obbligano a evitare danni ai civili.
Quando frammenti di fosforo vengono dispersi da proiettili d’artiglieria, possono incendiare superfici in un raggio ampio — per alcune munizioni fino a 250 metri — rendendo inaffidabili le precauzioni civili. Secondo esperti legali e organizzazioni umanitarie, l’uso in zone abitate può causare sfollamenti e danni duraturi all’ecosistema urbano.
Effetti sulla salute e sui soccorsi
L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che l’esposizione al fosforo bianco provoca ustioni profonde e danni agli organi se ingerito o assorbito; le ossidazioni possono produrre acidi che irritano le vie respiratorie, e il materiale intrappolato nella pelle può riaccendersi a contatto con l’aria. L’agenzia per le sostanze tossiche degli Stati Uniti segnala rischi di danni a cuore, fegato e reni, rendendo la gestione medica dei feriti particolarmente complessa.
In conclusione, i due fenomeni — la dipendenza dalle criptovalute come fonte di reddito e il ricorso ad armi incendiarie nelle aree abitate — sono esempi di come tecnologie finanziarie e strumenti militari possano convergere con effetti devastanti per infrastrutture e popolazione. La combinazione di blackout, restrizioni sulle piattaforme internazionali e rischi per la salute rende urgente una riflessione sulla tutela dei civili e sulla resilienza delle reti critiche in tempo di conflitto.
