Le criptovalute sono unità digitali detenute per investimento, tesoreria o operatività, prive di un emittente e scambiate su registri distribuiti. Nel bilancio civilistico rientrano tra attività da classificare e valutare secondo i principi OIC. Una corretta impostazione contabile parte dalla destinazione economica e dalla politica di gestione adottata dall’impresa, per poi tradursi in criteri di misurazione coerenti e in un’informativa chiara.
È rilevante per la rappresentazione veritiera e per la governance dei rischi: errori di classificazione possono alterare margini e patrimonio, mentre scelte non documentate espongono a rilievi. Questa guida illustra come distinguere tra immobilizzazioni e rimanenze come trattare l’impairment quali disclosure inserire in nota integrativa e come strutturare controlli interni adeguati, con esempi e checklist operative.
Inquadramento OIC e criteri di classificazione
In ambito OIC, la classificazione parte dalla funzione economica dell’attività. Le criptovalute destinate a essere detenute nel medio-lungo termine come riserva di valore o per progetti strategici si iscrivono tipicamente tra le immobilizzazioni. Se invece sono acquistate per la rivendita o la negoziazione nel normale ciclo, rientrano tra le rimanenze. La destinazione va documentata con policy interne, prevedendo soglie, orizzonti temporali e responsabilità decisionali, a supporto del principio di coerenza tra esercizi.
Ulteriori criteri pratici includono: frequenza delle operazioni, collegamento con attività core, e modalità di custodia. Ad esempio, portafogli segregati per investimenti strategici indicano immobilizzazioni mentre un book di trading con rapida rotazione suggerisce rimanenze. In presenza di usi misti, è consigliabile separare le posizioni per destinazione, evitando commistioni che rendono opaca l’informativa.
Immobilizzazioni vs rimanenze: criteri di valutazione
Per le immobilizzazioni la regola generale OIC privilegia il costo come base di iscrizione, comprensivo di oneri direttamente imputabili (commissioni di acquisto, costi di trasferimento e custodia iniziale). Successivamente, si applica il costo ammortizzato solo se pertinente alla natura dello strumento; in molti casi, le criptovalute non generano flussi contrattuali e rimangono al costo, soggette a perdita durevole di valore se emergono indicatori di impairment.
Per le rimanenze si utilizza il criterio del costo o del costo inferiore al valore di mercato adottando metodi come FIFO o costo medio ponderato. In presenza di mercati attivi, il valore netto di realizzo può essere stimato con prezzi osservabili, al netto di costi di dismissione. Uniformità di metodo e tracciabilità dei lotti sono essenziali per l’attendibilità delle valutazioni.
Impairment e test di recuperabilità
Quando emergono indicatori di perdita per immobilizzazioni in criptovalute (crolli persistenti di prezzo, variazioni normative, inutilizzabilità per progetti), si esegue un test di impairment. Il valore recuperabile è dato dal maggiore tra valore d’uso e fair value al netto dei costi di vendita. In assenza di flussi generati autonomamente, la criptovaluta è ricondotta alla cash generating unit pertinente, valutando il contributo alla generazione di cassa.
Le rimanenze si confrontano con il valore netto di realizzo se inferiore al costo, si rileva una svalutazione. Riprese di valore sono ammesse per rimanenze fino al limite del costo, quando cessano le cause che le avevano determinate. Per immobilizzazioni, le riprese seguono le regole OIC sulla reversibilità, con rigorosa documentazione delle ipotesi adottate.
Nota integrativa e presentazione in bilancio
La nota integrativa deve illustrare le politiche contabili sulle criptovalute: criteri di classificazione, metodi di valutazione, base dati per i prezzi, trattamento delle commissioni e dei costi di custodia. Vanno esposti i rischi specifici (volatilità, liquidità, custodia, rischio operativo) e le metodologie di misurazione utilizzate per impairment e valore di realizzo, includendo sensibilità e range di assunzioni quando rilevanti.
Nello stato patrimoniale le immobilizzazioni confluiscono nelle immobilizzazioni immateriali o, in casi motivati, tra le finanziarie non correnti; le rimanenze seguono le voci di magazzino. Nel conto economico le variazioni di rimanenze incidono sul margine, mentre le svalutazioni sono evidenziate tra gli oneri. Le riconciliazioni dei movimenti per categorie aiutano lettori e revisori a comprendere acquisti, vendite, svalutazioni e trasferimenti tra classi.
Controlli interni, custodia e audit trail
Un asset digitale richiede controlli interni dedicati. È consigliabile segregare le responsabilità tra autorizzazione, esecuzione e riconciliazione; utilizzare custodia sicura (cold o hot wallet consapevoli dei rischi); implementare firme multiple per movimenti significativi. Riconciliazioni periodiche tra registro interno, estratti di wallet e libri contabili rafforzano l’audit trail.
La policy deve coprire gestione delle chiavi backup, accessi, limiti operativi e gestione incidenti. Per stime critiche (impairment, valore di realizzo), servono evidenze documentali: fonti di prezzi, time-stamp, metodologie, approvazioni. Un robusto sistema di controllo riduce errori e frodi e rende più fluido il lavoro di revisione.
Esempi operativi e checklist per CFO e revisori
Esempio 1 – Società industriale acquista criptovalute come riserva per progetti futuri: classifica come immobilizzazioni al costo, verifica annuale di impairment su base CGU, nota integrativa con rischi e metodologia. Esempio 2 – Intermediario che negozia per margine: classifica come rimanenze, adotta FIFO, svaluta se il valore netto di realizzo scende sotto il costo, evidenzia rotazione e prezzi di riferimento.
Checklist per CFO
- Definire policy di classificazione per destinazione
- Stabilire metodi di valutazione coerenti
- Istituire controlli di custodia e riconciliazioni
- Documentare impairment e stime
- Redigere nota integrativa trasparente
Checklist per revisori
- Valutare coerenza tra policy e prassi
- Testare esistenza e diritti su wallet
- Riesaminare criteri di misurazione e fonti prezzi
- Verificare impairment e disclosure
- Analizzare l’audit trail delle movimentazioni
Una disciplina solida nasce da scelte chiare, metodi replicabili e informativa completa. Codificando politiche e controlli, la rappresentazione delle criptovalute in bilancio diventa affidabile e leggibile, facilitando il dialogo con governance e revisione e sostenendo decisioni consapevoli nel tempo.



