Le ultime revisioni occupazionali del Bureau of Labor Statistics (BLS) hanno portato alla luce dati preoccupanti per il settore manifatturiero. Le revisioni preliminari, basate sui dati del Quarterly Census on Employment and Wages (QCEW), mostrano una perdita di 79.000 posti di lavoro nel periodo compreso tra e. Questo dato segue una revisione negativa di 898.000 posti di lavoro nell’anno precedente e una revisione di 598.000 posti di lavoro nel 2026.
Le revisioni occupazionali e il settore manifatturiero
Le revisioni occupazionali sono un processo cruciale per comprendere l’andamento reale del mercato del lavoro. Ogni mese, il BLS raccoglie dati da quasi 120.000 aziende e enti governativi attraverso il sondaggio Current Employment Statistics (CES). Tuttavia, questo sondaggio può non catturare completamente le variazioni occupazionali, specialmente in caso di fallimenti aziendali o nuove aperture. Per questo, il BLS integra i dati del CES con quelli del QCEW, che si basano sugli archivi delle assicurazioni contro la disoccupazione.
La revisione del 2026, sebbene meno eclatante rispetto a quelle degli anni precedenti, rivela comunque dinamiche interessanti. Il calo occupazionale nel settore manifatturiero è particolarmente significativo, con una perdita di 135.000 posti di lavoro nel periodo considerato. Questo dato è ancora più preoccupante se si considera che il settore manifatturiero impiega meno dell’8,0% della forza lavoro e che il premio salariale del settore si è notevolmente ridotto negli ultimi decenni.
Le dinamiche settoriali
Non tutti i settori manifatturieri sono stati colpiti allo stesso modo. Il settore della manifattura non durevole che include la lavorazione alimentare e l’abbigliamento, ha registrato un calo del 0,8% con perdite particolarmente significative nella manifattura alimentare (-3,6%) e in quella dell’abbigliamento (-6,6%). Al contrario, alcuni settori della manifattura durevole hanno mostrato segnali di crescita, come i metalli lavorati (+0,7%) e l’apparecchiatura elettrica (+1,7%).
Retail e costruzione: dinamiche contrastanti
Il settore del retail ha subito un duro colpo, con una revisione che ha aumentato la perdita occupazionale a 154.600 posti di lavoro pari a circa l’1,0% del totale. Tra i sottosettori più colpiti ci sono i negozi di forniture per la casa e il giardino (-2,8%) e i negozi di mobili (-3,0%).
Dall’altro lato, il settore delle costruzioni ha mostrato segnali positivi, con una revisione che ha aggiunto 62.000 posti di lavoro pari a circa lo 0,8% del totale. Questo dato, combinato con i 38.000 posti di lavoro già segnalati dal CES, porta a un aumento complessivo di 100.000 posti di lavoro nel periodo considerato. Tuttavia, questa crescita è ancora inferiore rispetto a quella registrata negli anni precedenti.
Le implicazioni delle revisioni occupazionali
Le revisioni occupazionali del 2026 e del 2026 avevano portato a una visione diversa dell’economia, mostrando una crescita occupazionale inferiore rispetto a quanto inizialmente pensato. Tuttavia, la revisione del 2026 non sembra cambiare significativamente questa prospettiva. La differenza nella crescita occupazionale è di meno di 6.000 posti di lavoro al mese un dato che ha un impatto marginale sulla produttività e sull’economia nel suo complesso.
Mentre il settore manifatturiero continua a perdere terreno, altri settori mostrano dinamiche contrastanti. Questi dati sono fondamentali per comprendere le tendenze economiche e per orientare le politiche del lavoro in modo efficace.



