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26 Agosto 2026

Dove investire in immobili all’estero: le città più ambite dagli italiani

New York, Miami, Londra, Dubai e Abu Dhabi sono le mete preferite dagli italiani per gli investimenti immobiliari all'estero. Scopri i prezzi e le opportunità offerte da ciascuna città.

Dove investire in immobili all'estero: le città più ambite dagli italiani

Gli investimenti immobiliari all’estero continuano a suscitare grande interesse tra gli italiani, soprattutto tra coloro che cercano opportunità di rendimento oltre i confini nazionali. Secondo un’analisi condotta da G International S.r.l., partner di Gabetti Franchising, cinque metropoli mondiali spiccano per appeal e potenziale di crescita: New York, Miami, Londra, Dubai e Abu Dhabi.

Queste destinazioni offrono non solo rendimenti interessanti, ma anche la possibilità di diversificare il proprio portafoglio immobiliare in mercati dinamici e in espansione. Vediamo insieme le caratteristiche principali di ciascuna città e le opportunità che offrono agli investitori.

New York: il lusso di Manhattan

Manhattan rimane la destinazione per eccellenza per chi cerca prestigio e rendimenti stabili. I prezzi variano notevolmente a seconda del quartiere: Central Park South è il più costoso, con quotazioni intorno ai 42.700 €/mq, seguito da NoHo a 32.000 €/mq. TriBeCa e SoHo offrono prezzi più accessibili, rispettivamente a 21.300 €/mq e 20.200 €/mq.

La maggior parte degli acquisti di fascia alta viene effettuata in contanti, con un record del 74% nel IV trimestre 2026. L’affitto medio si attesta intorno ai 4.825 € al mese, con un incremento del 5,9% annuo. I rendimenti oscillano tra il 3 e il 4% nelle zone più richieste, in linea con le altre grandi città di lusso nel mondo.

Miami: il fascino del mare

A Miami, la vicinanza al mare è un fattore determinante per i prezzi degli immobili. Le unità interne sono quotate intorno ai 20.770 €/mq, mentre quelle fronte acqua raggiungono i 23.600-28.320 €/mq. Nel Design District i prezzi sono più accessibili, tra 17.000 e 20.770 €/mq.

Miami Beach offre i valori più alti, tra 29.260 e 47.200 €/mq. Nel segmento ultra-lusso, il Surf Club Four Seasons di Surfside raggiunge punte di 94.400 €/mq per i penthouse fronte mare. Bal Harbour e Sunny Isles Beach offrono prezzi più contenuti, rispettivamente tra 42.480 e 47.200 €/mq e intorno ai 28.320 €/mq.

Dubai: resilienza e opportunità

Dubai conferma la sua eterogeneità con quotazioni che variano notevolmente a seconda della zona. Palm Jumeirah guida la classifica con 9.300 €/mq, seguita da Downtown Dubai a 8.100 €/mq e Business Bay a 6.900 €/mq. Dubai Marina è la più accessibile, con valori attorno ai 5.700 €/mq.

Nonostante l’instabilità geopolitica degli ultimi mesi, i prezzi hanno registrato solo un lieve ribasso, dimostrando una notevole resilienza. I rendimenti locativi restano solidi, permettendo agli investitori di recuperare il capitale investito in meno di quindici anni, contro i venticinque-quarant’anni necessari nelle principali metropoli globali.

Abu Dhabi: crescita sostenibile

Abu Dhabi offre prezzi generalmente più contenuti rispetto a Dubai, ma con una crescita solida e pianificata. Al Maryah Island quota circa 6.900 €/mq, la Corniche Area 5.700 €/mq e Al Reem Island 4.800 €/mq, con una crescita del 18% su base annua. Saadiyat Island si conferma in cima alla classifica con transazioni medie intorno ai 10.300 €/mq e un incremento annuo del 21%.

Il mercato è sostenuto da una pipeline di quasi 37.000 abitazioni in costruzione fino al 2030, concentrate principalmente a Yas Island, Fahid Island e Saadiyat Island. Il piano Vision 2030, finanziato da fondi sovrani, proietta i valori delle zone prime verso livelli paragonabili a quelli delle principali capitali mondiali.

Londra: opportunità ai minimi da dieci anni

Londra offre attualmente prezzi medi intorno ai 9.010 €/mq. Le zone near-prime, a dieci-quindici minuti dalla City, oscillano tra 7.020 e 10.530 €/mq, mentre nel segmento ultra-prime, come Mayfair e Belgravia, si toccano 20.000-29.000 €/mq.

Prime Central London tratta circa il 25% al di sotto del picco del 2014, il livello più basso degli ultimi dieci anni. Nonostante ciò, l’investimento annuo su Central London ammonta a 18,1 miliardi di sterline, con il 62% delle transazioni generate da acquirenti internazionali.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.