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17 Giugno 2026

Dettagli sulla liquidità di Abbanoa e il piano di restituzione all’ente regionale

Abbanoa illustra le scelte sulla concentrazione temporanea delle disponibilità liquide, il funzionamento del comitato di gestione patrimoniale e i motivi giuridici che escludono l'obbligo di gara pubblica per queste operazioni

Dettagli sulla liquidità di Abbanoa e il piano di restituzione all'ente regionale

Negli ultimi giorni sono circolate notizie inesatte riguardo alla gestione della liquidità di Abbanoa. L’azienda chiarisce la propria posizione partendo dal quadro finanziario: prima dell’insediamento dell’attuale Consiglio d’Amministrazione la società disponeva di una somma anomala per il settore idrico, superiore a 300 milioni di euro distribuita su conti correnti presso diversi istituti bancari.

Per ottimizzare l’impiego di queste risorse è stato istituito un organismo interno con funzioni precise, che ha operato in coerente trasparenza rispetto agli organi di controllo aziendali e civilistici.

Costituzione e compiti del comitato di gestione patrimoniale

Il Consiglio d’Amministrazione ha deliberato la creazione del Comitato di gestione patrimoniale il 30 luglio dell’anno scorso, attribuendogli il compito di valorizzare le disponibilità liquide dell’azienda. L’obiettivo operativo è stato semplice: ottenere il miglior rendimento compatibile con il basso profilo di rischio e con la necessità di mantenere la disponibilità immediata dei fondi.

La decisione di concentrare temporaneamente le risorse in un unico conto è stata motivata dalla ricerca di condizioni di mercato più favorevoli e dalla necessità di semplificare la gestione in vista di un’operazione finanziaria programmata. La delibera del CdA del 31 luglio è stata trasmessa alla Commissione per il Controllo analogo, che non ha formulato osservazioni, e il rendiconto di questa attività è stato inserito nell’ultimo bilancio approvato il 23 aprile, anch’esso senza rilievi.

Modalità operative e criteri di scelta

Il Comitato effettua indagini periodiche sulle condizioni offerte dai mercati e dalle banche partner, operando con rapporti dinamici che riflettono la variabilità delle quotazioni e dei tassi. Le scelte di allocazione hanno privilegiato strumenti a bassissimo rischio come titoli di Stato e obbligazioni, per garantire sia un rendimento prudente sia la pronta disponibilità dei capitali al momento necessario.

Piano di restituzione dell’aiuto di Stato e impatto sulle giacenze

Nel corso dell’ultima assemblea degli azionisti è stato approvato il percorso definitivo per il rimborso dell’aiuto di Stato. Questo piano prevede la restituzione alla Regione di circa 240 milioni di euro che avverrà il mese prossimo. In vista di questo esborso programmato, il Comitato aveva temporaneamente concentrato le disponibilità su strumenti e conti in grado di offrire il miglior rendimento compatibile con la liquidità immediata richiesta dal rimborso.

Rapporti con gli istituti di credito e legittimità delle operazioni

L’azienda sottolinea che tutte le operazioni sono state condotte con rapporto diretto con le banche: non sono stati coinvolti intermediari esterni nelle negoziazioni, né c’era ragione operativa per farlo. La scelta degli istituti è stata guidata da parametri oggettivi, come il rating di affidabilità e le condizioni offerte in quel momento dal mercato finanziario.

In termini normativi, le giacenze e gli strumenti finanziari utilizzati non rientrano tra le fattispecie disciplinate dal codice dei contratti pubblici che richiedono una gara. In particolare, gli articoli pertinenti (art. 56, lettere “i” e “l”) escludono queste attività dall’obbligo di procedura concorsuale; tale esclusione è rafforzata dalla disciplina speciale prevista per i settori regolati dalla Direttiva dell’Unione Europea /25/UE (art. 21), che prevede deroghe per gli enti che operano in ambiti particolari come quello idrico.

Per tutte le giacenze e per i conti correnti attivati anche in passato è stata applicata la stessa logica: la natura del mercato finanziario comporta che le condizioni dipendano significativamente dal rating degli istituti e dalla dinamica dei tassi ragione per cui l’azienda ha svolto consultazioni mirate con alcune banche per confrontare le offerte e orientare le scelte verso le condizioni più vantaggiose.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.