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23 Settembre 2026

Domanda record per il BTP Green: più di 110 miliardi di euro

Il nuovo BTP Green da 12 anni ha raccolto 8 miliardi di euro, suscitando una domanda di oltre 110 miliardi, trainata soprattutto da investitori ESG e da una consistente partecipazione straniera.

Domanda record per il BTP Green: più di 110 miliardi di euro

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha concluso l’emissione del nuovo BTP Green a 12 anni, con una scadenza fissata al 30 ottobre 2038. L’operazione ha visto la collocazione di 8 miliardi di euro, un dato consistente per un titolo di Stato a carattere ambientalista.

Condizioni operative del BTP Green

Il titolo presenta una cedola annua del 4,40 % pagata semestralmente, con un prezzo di collocamento pari a 99,591, corrispondente a un rendimento lordo annuo dell’emissione del 4,492 %. La data di godimento è stata stabilita per il 29 settembre 2026, mentre il regolamento dell’operazione è previsto per il 29 settembre prossimo. L’emissione è stata gestita da un sindacato di sei lead manager Barclays Bank Ireland PLC, BNP Paribas, Deutsche Bank A.G., Intesa Sanpaolo S.p.A., J.P. Morgan SE e Société Générale Investment, affiancati da specialisti italiani in qualità di co-lead manager.

Domanda complessiva e ruolo degli investitori ESG

La risposta del mercato è stata eccezionalmente forte: la domanda totale ha superato i 110 miliardi di euro, ovvero più di tredici volte l’ammontare offerto. Di questo ingente interesse, circa l’80 % è stato generato da investitori attivi nel campo ESG (Environmental, Social and Governance). La composizione della domanda per tipologia d’investitore mostra una prevalenza di fund manager (37,3 %), seguiti da banche (29,7 %), istituzioni governative e banche centrali (20,8 %), fondi pensione e compagnie assicurative (10 %) e hedge fund (2,2 %).

Profilo geografico degli acquirenti

Il collocamento ha attratto più di 330 investitori provenienti da oltre 35 paesi, con una quota straniera pari al 74,7 % del totale. Dal punto di vista della distribuzione territoriale, l’Italia ha contribuito per il 25,3 % della domanda, seguita dal Regno Unito con il 29,7 %. I paesi scandinavi, la Penisola Iberica, il Medio Oriente e la zona tedesco-austriaca-svizzera hanno rispettivamente rappresentato l’8,5 %, l’8,3 %, l’8,1 % e il 4 % della sottoscrizione. Francia, Benelux e altre regioni europee hanno coperto il restante 12,5 %.

Questi dati confermano la crescente attrattiva dei titoli di Stato italiani a connotazione sostenibile, evidenziando come la combinazione di condizioni finanziarie competitive e di un forte impegno ESG possa mobilitare capitali sia domestici sia internazionali. Il risultato suggerisce inoltre che il mercato europeo sta riconoscendo sempre più il valore aggiunto dei prodotti finanziari green nella diversificazione del portafoglio.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.