Durante la giornata di chiusura dei principali indici, la Borsa italiana ha mostrato un andamento negativo, in linea con le altre borse europee. Il fattore trainante è stato l’aumento del petrolio che ha spinto verso l’alto i prezzi dell’energia e ha risvegliato timori di inflazione più persistente. Parallelamente, i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti, creando ulteriori pressure sui titoli azionari.
Impulso del petrolio e impatto sui mercati europei
Il Light Sweet Crude Oil ha registrato un balzo del 2,69%, portando il prezzo a livelli non visti da mesi. Una parte della spinta è dovuta alla chiusura temporanea dell’oleodotto East-West in Arabia Saudita, colpito da un attacco con droni; l’interruzione potrebbe ridurre fino al 4% l’offerta globale di petrolio. Questo incremento energetico ha tradotto in un aumento delle aspettative inflazionistiche, facendo scattare una revisione al rialzo delle previsioni di inflazione da parte degli analisti.
Reazioni dei mercati statunitensi e evoluzione dei rendimenti
Negli USA l’indice S&P-500 è sceso dello 0,30%, registrando una leggera perdita nonostante il contesto di volatilità globale. Il rendimento del Treasury decennale ha toccato il 5%, il valore più alto dal 2023, segnalando una crescente preferenza per gli asset a tasso fisso. Parallelamente, il Bund tedesco a 10 anni ha superato il 3,54%, i livelli più elevati dal 2009, indicando che anche l’Europa è soggetta a una stretta monetaria.
Spread e BTP: un respiro più ampio
Lo spread tra il Bund e il BTP è sceso a +59 punti base, con un decremento di 25 punti base nella giornata, portando il rendimento del BTP a 10 anni al 4,12%. Questo miglioramento evidenzia una temporanea riduzione del premio di rischio richiesto dagli investitori sul debito sovrano italiano, sebbene la pressione inflazionistica rimanga una variabile critica.
Performance dei titoli italiani: vincitori e perdenti
Nel panorama azionario milanese, alcuni titoli si sono distinti per la loro capacità di resistere al contesto avverso. Campari ha guadagnato il 5,49%, mentre DiaSorin e Recordati hanno registrato incrementi modesti del 0,68% e 0,67% rispettivamente. Al contrario, i titoli più colpiti includono Prysmian che ha chiuso la sessione con un ribasso del 7,07%, e STMicroelectronics che ha perso il 6,50%. TenarisSaipem e Lug hanno subito cali tra il 3,6% e il 8,57%.
Il mercato dei mid-cap ha mostrato alcune eccellenze: NewPrinces (+4,04%), Reply (+2,81%) e Intercos (+1,94%) hanno contribuito a mitigare la pressione generale. Tuttavia, titoli come Technoprobe e Peb hanno registrato le peggiori performance, con decrementi superiori all’8%.



