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23 Settembre 2026

Scadenza prorogata al 31 dicembre 2026 per le medie opere finanziate dal PNRR

I comuni italiani beneficiano ora di tre mesi aggiuntivi per le medie opere del PNRR, ma rischiano una revoca dell’1 % se superano il nuovo termine.

Scadenza prorogata al 31 dicembre 2026 per le medie opere finanziate dal PNRR

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) prevede una serie di interventi definiti medie opere finanziati ai comuni tramite la legge 30 dicembre 2018, n. 145. Questi progetti, che spaziano dalla riqualificazione di infrastrutture pubbliche a interventi di efficientamento energetico, hanno avuto, fin dall’inizio, una scadenza rigida per la loro realizzazione. Originariamente, il termine per il completamento dei lavori era fissato al 30 settembre 2026, data stabilita con l’articolo 1, comma 139-ter, della suddetta legge.

Proroga del termine di esecuzione al 31 dicembre 2026

Con il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182, è stata introdotta una modifica sostanziale al comma 4 dell’articolo 2, che sposta la data di chiusura dei lavori dal 30 settembre al 31 dicembre 2026. La norma nasce per offrire ai soggetti coinvolti un margine temporale più ampio, tenendo conto di eventuali ritardi di programmazione o di fornitura di risorse. La decisione è stata comunicata dal Ministero dell’Interno mediante un avviso del 16 settembre 2026, che ne ha precisato l’applicabilità a tutti i progetti in corso.

Comuni beneficiari e nuova scadenza

La proroga riguarda i comuni che hanno ricevuto finanziamenti per le annualità 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025. Tali enti sono tenuti a concludere tutti gli interventi avviati entro il 31 dicembre 2026, senza eccezioni. La disposizione si applica a ciascuna singola progettualità finanziata, indipendentemente dall’ammontare del contributo o dalla tipologia di opera. In pratica, i progetti di riqualificazione stradale, di miglioramento della mobilità o di adeguamento sismico, ora hanno tre mesi aggiuntivi per rispettare le condizioni richieste dal PNRR.

Sanzioni per il mancato rispetto del nuovo termine

Qualora un comune non riesca a terminare le opere entro la data indicata, la legge prevede una penalità severa: la revoca di una quota pari all’1 % del valore complessivo del finanziamento destinato alla singola iniziativa. Il meccanismo di recupero è disciplinato dai commi 128 e 129 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che stabiliscono la procedura di restituzione e l’impegno a versare le somme al capitolo di entrata del bilancio dello Stato. La sanzione si attiva automaticamente, senza necessità di ulteriori provvedimenti amministrativi.

Procedura di recupero delle somme

Il recupero avviene mediante un apposito avviso di pagamento inviato all’ente inadempiente, che deve procedere al rimborso entro i termini fissati dalla normativa. Le risorse recuperate sono poi immesse nel bilancio nazionale, incrementando il fondo di garanzia per le future assegnazioni del PNRR. Questa modalità di ricorso è intesa a garantire la correttezza dell’utilizzo dei fondi pubblici e a disincentivare comportamenti dilatori.

Obblighi residui e adempimenti normativi

Nonostante la proroga, tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa rimangono inalterati. I comuni devono continuare a rispettare le procedure di rendicontazione, le verifiche di efficacia energetica e le comunicazioni obbligatorie previste dal PNRR e dalle disposizioni attuative. Inoltre, resta ferma l’esigenza di conservare tutta la documentazione tecnica e amministrativa per un periodo di cinque anni, a disposizione degli organi di controllo. Il rispetto di tali requisiti è fondamentale per evitare ulteriori sanzioni e per garantire la trasparenza nella gestione dei fondi europei.

Impatto della proroga sui progetti in corso

Il guadagno di tre mesi di tempo consente ai comuni di riorganizzare i propri piani di lavoro, negoziare eventuali forniture ritardate e finalizzare le pratiche autorizzative ancora pendenti. Alcuni enti hanno già indicato che la proroga permetterà di completare la fase di collaudo strutturale di impianti idrici, di ultimare la sostituzione di impianti di illuminazione pubblica a LED e di terminare le opere di adeguamento antisismico di edifici comunali. Tuttavia, la maggiore flessibilità non elimina la necessità di una gestione efficiente; i responsabili di zona sono tenuti a garantire che le risorse siano impiegate in modo congruo al calendario aggiornato.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.