In un panorama economico globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati un settore continua a dimostrare una straordinaria resilienza: quello dei fondi immobiliari. Nonostante le sfide, questi strumenti di investimento stanno registrando una crescita significativa, con l’Italia che emerge come uno dei mercati più dinamici.
Il patrimonio mondiale dei fondi immobiliari, che include sia quelli quotati che non quotati, ha raggiunto i 5.110 miliardi di euro nel 2026, con un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente. L’Europa, in particolare, sta vivendo una fase espansiva, con un patrimonio complessivo di 1.730 miliardi di euro, in crescita del 4,9%. L’Italia, con il suo comparto in espansione si posiziona tra i mercati più promettenti del continente.
L’Italia in prima linea nella crescita dei fondi immobiliari
Il Rapporto 2026 su ‘I fondi immobiliari in Italia e all’estero’, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei evidenzia come l’Italia stia vivendo un momento di grande dinamismo nel settore. Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, sottolinea che ‘in un mondo in tempesta, l’immobiliare è un porto sicuro’. Questa affermazione riflette la capacità del settore di offrire stabilità e continuità in un contesto di incertezza.
Nel 2026, il fatturato del settore in Italia ha raggiunto i 162,7 miliardi di euro, con un aumento del 7,1%. Le previsioni per il 2026 indicano un ulteriore incremento all’8,7%, portando il fatturato a 176,8 miliardi di euro. Il valore complessivo del Net Asset Value (NAV) dei fondi ha raggiunto i 125,7 miliardi di euro, con un aumento del 3,5%. I 700 fondi operativi gestiscono un patrimonio immobiliare di 144,5 miliardi di euro, in crescita del 4%.
Diversificazione e nuove strategie di investimento
Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, osserva che il panorama italiano dei fondi immobiliari sta evolvendo verso una maggiore diversificazione. Sebbene gli uffici rimangano la principale asset class, con il 56,5% del portafoglio, sta crescendo l’interesse per il residenziale (9,7%) e il comparto ricettivo (7%). Inoltre, segmenti come student housingsenior livingdata center e hospitality stanno guadagnando sempre più attenzione, beneficiando delle trasformazioni demografiche, tecnologiche e sociali.
Gli investitori istituzionali rappresentano circa il 60% dei volumi complessivi, dimostrando una forte fiducia nel settore. La crescita prevista per il 2026 è del 5,5%, con un aumento del numero di fondi fino a quota 720. Questo trend è sostenuto da una progressiva evoluzione delle strategie di investimento che privilegiano la qualità degli immobili e la capacità di rigenerare il patrimonio esistente.
Milano, Lombardia e Roma: i poli degli investimenti immobiliari
La geografia degli investimenti in Italia vede la Lombardia e Milano come punti di riferimento, affiancate da Roma per concentrazione del patrimonio gestito. Le operazioni di riqualificazione e le acquisizioni di immobili prime stanno tornando a superare le dismissioni, segnale di una rinnovata fiducia nelle prospettive del mercato.
La stabilità finanziaria del comparto è un altro fattore chiave. L’esposizione debitoria si mantiene su livelli sostenibili, e la struttura prevalentemente chiusa dei fondi immobiliari italiani li rende meno vulnerabili ai rischi di liquidità rispetto a molte realtà estere. Questo, insieme alla crescente attenzione verso qualità degli investimentiinnovazione e sostenibilità contribuisce a consolidare il ruolo dei fondi immobiliari come pilastri del real estate europeo.
Con una diversificazione sempre più marcata e una solidità finanziaria consolidata, l’Italia si distingue per dinamismo e capacità di intercettare le nuove direttrici dell’investimento immobiliare.



