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31 Maggio 2026

Editoria, crisi nera

L’ sta vivendo un periodo di forte . Il calo degli investimenti pubblicitari, unito alla riduzione delle vendite stanno mettendo in ginocchio il settore. E purtroppo le misure prese, come la riduzione dei costi di produzione, non appare sufficiente a chiudere il bilancio in pareggio.
E’ questo il quadro piuttosto nero tracciato dalla nel suo rapporto sulla stampa, nel quale si guarda con grande preoccupazione al bilancio 2009-2010, decisivo per il futuro della carta stampata.
Ma gli editori avvertono: “Non è pensabile aspettare che la passi da sola, ma bisogna muoversi con urgenza e delineare un disegno coerente di intervento per restituire slancio al settore”.
Dal rapporto emerge inoltre un aumento delle perdite del 100% e una contrazione degli utili del 30% per i quotidiani. Numeri destinati a peggiorare nel 2009, in particolare per effetto della degli investimenti pubblicitari. La fase recessiva è prevista in attenuazione solo nel 2010.
“Per il complesso delle società editrici di quotidiani nel 2008, quando la ancora non aveva dispiegato i suoi terribili effetti” – ha detto il presidente della Carlo Malinconico all’Asssemblea nazionale – si rileva “un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%.
E’ facile prevedere che i numeri peggioreranno ulteriormente nel 2009 se solo consideriamo che gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nei primi due mesi di quest’anno sono diminuiti in media del 25%, con punte anche del 60% in alcuni locali. Non va meglio per i pediodici, il cui quadro “non è significativamente diverso”.
Quali gli strumenti per la ripresa?
Nel rapporto la indica come misure indispensabili il agevolato per accelerare il meccanismo produttivo, il ripristino del d’imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto, nonché stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie.

Autore

Redazione