Negli ultimi anni la diffusione di criptovalute è entrata a far parte del patrimonio di una larga fetta di cittadini italiani. Bitcoin, Ethereum e numerosi token sono oggi considerati investimenti di valore significativo, spesso custoditi in portafogli digitali per periodi di tempo prolungati.
Una delle domande più pressanti che emergono quando il proprietario di questi asset decede è la seguente: come è possibile trasferire a chi resta in vita ciò che è stato acquistato sulla blockchain? La risposta sembra ovvia – le criptovalute sono soggette a successione – ma la realtà pratica è molto più complessa.
Eredità digitale: l’inquadramento normativo italiano
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha chiarito che le criptovalute rientrano nella categoria più ampia di “eredità digitale“, insieme a conti finanziari online, contenuti multimediali e altre risorse informatiche dotate di valore economico. Questo inquadramento consente agli eredi di avere un diritto successorio riconosciuto, ma non garantisce l’effettiva possibilità di disporre dei fondi.
Le chiavi private: l’ostacolo tecnico per gli eredi
Contrariamente a un classico conto corrente, le criptovalute sono custodite in wallet accessibili solo mediante credenziali uniche: le cosiddette chiavi private o le seed phrase sequenze di parole che sbloccano l’accesso alla blockchain. Se questi elementi rimangono nascosti o si perdono, gli eredi, pur detenendo il titolo di proprietà, non possono muovere un centesimo.
La natura decentralizzata della blockchain elimina la presenza di un intermediario cui rivolgersi per il recupero.
Pianificazione preventiva: strumenti per non perdere gli asset
Per evitare che il patrimonio digitale svanisca, il Notariato raccomanda di inserire nell’testamento indicazioni precise su dove e come reperire le chiavi private. È possibile ricorrere a istruzioni riservate collegate a trust, cassette di sicurezza o servizi di custodia specializzati, purché le informazioni siano protette da accessi non autorizzati.
Un approccio strutturato prevede la creazione di un documento di inventario digitale che elenchi tutti i wallet, i relativi indirizzi e le modalità di recupero. Tale documento, inserito in un dossier notarile, garantisce che gli eredi possano agire tempestivamente, riducendo i rischi di blocco dei fondi.
Distinzione fra diritto e fattibilità: la sfida del diritto successorio contemporaneo
La distanza tra diritto e tecnologia costituisce una delle sfide più innovative che il diritto successorio deve affrontare oggi.
Una corretta pianificazione, supportata da strumenti notarili e da una gestione consapevole delle chiavi, è l’unico modo per trasformare il diritto ereditiario in un reale godimento patrimoniale nel mondo digitale.



