Il mondo degli ETF sta vivendo una trasformazione epocale. Dopo anni dominati dalla replica passiva oggi assistiamo all’ascesa degli ETF attivi, che stanno ridefinendo le strategie di investimento. Questo cambiamento non rappresenta una sostituzione, ma un’arricchimento dell’offerta, permettendo agli investitori di scegliere l’approccio più adatto alle proprie esigenze.
La democratizzazione degli investimenti, iniziata con gli ETF passivi, sta entrando in una nuova fase. Strumenti un tempo riservati a pochi sono ora accessibili a tutti, grazie alla semplicità e trasparenza degli ETF. Tuttavia, la domanda di soluzioni più flessibili e adattabili ha aperto la strada a una nuova generazione di ETF, quelli attivi.
La crescita degli ETF attivi nel mercato globale
Il fenomeno degli ETF attivi è partito dagli Stati Uniti, dove questi strumenti sono presenti da più tempo e hanno già raggiunto dimensioni rilevanti. A livello globale, le masse gestite attraverso ETF attivi hanno raggiunto quasi 2.500 miliardi di dollari, distribuiti tra circa 5mila strumenti quotati. In Europa, la crescita è più recente ma sta accelerando, con masse gestite che nel hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari e oltre 200 prodotti disponibili.
Questa crescita non implica il superamento della gestione passiva, ma piuttosto una complementarità tra i due approcci. Gli ETF attivi non nascono per sostituire quelli passivi, ma per ampliare la gamma delle soluzioni disponibili. La scelta tra attivo e passivo dipende dalle caratteristiche del mercato e dalle esigenze specifiche dell’investitore.
Attivo e passivo: una convivenza possibile
Nei mercati particolarmente liquidi ed efficienti, replicare un indice può rappresentare una soluzione adeguata. Tuttavia, in altri segmenti, la possibilità di selezionare emittenti e strumenti, modificare i pesi in portafoglio o evitare determinate esposizioni può assumere maggiore rilevanza. Tra le aree che si prestano maggiormente a una gestione attiva rientrano le obbligazioni, le small cap, i mercati emergenti e gli investimenti tematici.
Un ETF passivo deve seguire le regole del benchmark, mantenendo al proprio interno i titoli e i relativi pesi stabiliti dalla metodologia dell’indice. Al contrario, un ETF attivo permette a un team di gestione di utilizzare la ricerca proprietaria per analizzare la solidità degli emittenti, individuare aziende poco conosciute o evitare i titoli che presentano criticità non pienamente riflesse negli indici.
La gestione attiva e l’adattamento ai mercati
La gestione attiva non garantisce naturalmente una sovraperformance, ma può offrire una maggiore capacità di adattamento, soprattutto quando le condizioni dei mercati cambiano rapidamente o quando all’interno della stessa asset class emergono differenze significative tra Paesi, settori ed emittenti. Questo approccio permette di costruire portafogli più flessibili e reattivi alle evoluzioni del mercato.
Dal fondo tradizionale al contenitore ETF
La crescita degli ETF attivi sta portando le società di gestione a trasferire nel contenitore quotato strategie nate originariamente come fondi tradizionali. A cambiare è la struttura attraverso cui vengono rese accessibili agli investitori, mentre la selezione dei titoli e le decisioni di portafoglio restano affidate ai gestori.
L’affermazione degli ETF attivi non segna quindi la fine della replica passiva. Al contrario, consente ai due approcci di convivere all’interno dello stesso portafoglio e di essere utilizzati per finalità differenti. Gli strumenti passivi possono continuare a rappresentare un modo efficiente per ottenere esposizione ai mercati più liquidi e coperti, mentre gli ETF attivi possono trovare spazio nelle asset class in cui selezione, ricerca e capacità di modificare il portafoglio possono contribuire alla gestione del rischio.
Dopo avere reso più accessibili i mercati finanziari, l’industria degli ETF entra così in una nuova fase in cui utilizzare lo stesso contenitore per costruire esposizioni più selettive e adattabili. Questa evoluzione offre agli investitori nuove opportunità per diversificare i propri portafogli e rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione.


