Il mercato degli investimenti in Italia sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Nel primo semestre del 2026, il settore ha registrato una crescita significativa delle operazioni di M&Aprivate equity e venture capital con un impatto positivo sull’economia nazionale. Questo dinamismo, tuttavia, rappresenta solo una parte della sfida per il Paese, che deve trasformare questa fase di espansione in una crescita economica strutturale.
Secondo le stime del report, l’economia italiana dovrebbe registrare una crescita del PIL dello 0,6% nel 2026, sostenuta soprattutto da consumi e investimenti. Tuttavia, il contesto internazionale rimane caratterizzato da incertezza geopolitica e tensioni commerciali, che potrebbero influenzare negativamente il percorso di crescita.
Il boom delle operazioni di M&A
Nel dettaglio, nei primi sei mesi del 2026 sono state annunciate 700 operazioni di M&A con un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2026. Il controvalore complessivo di queste operazioni ha raggiunto i 25,3 miliardi di euro, con un incremento del 35%. A trainare il mercato sono soprattutto l’industria manifatturiera, la tecnologia, i beni di consumo e i servizi.
Il private equity ha giocato un ruolo fondamentale in questa crescita, partecipando a 330 operazioni su target italiane per un valore complessivo di 7,9 miliardi di euro. Questo rappresenta il 47% degli acquirenti presenti sul mercato. Inoltre, oltre la metà delle transazioni (56%) riguarda operazioni add-on, segnale di una strategia sempre più orientata al consolidamento industriale delle società già in portafoglio.
Venture capital e investimenti in infrastrutture digitali
Il venture capital ha registrato una crescita significativa, con investimenti saliti a 673 milioni di euro (+47%). Tuttavia, il numero di operazioni si è ridotto da 132 a 104, riflettendo una maggiore selettività del mercato e un aumento della dimensione media dei round, passata da circa 3,5 a 6,5 milioni di euro.
Nel settore del real estate gli investimenti hanno raggiunto i 7,2 miliardi di euro (+24%), con gli asset alternativi, tra cui logistica, hospitality e infrastrutture operative, che rappresentano circa il 60% del mercato complessivo. Tra i comparti più strategici figurano i data center considerati cruciali per lo sviluppo dell’IA e del cloud. In Italia sono in via di sviluppo progetti per oltre 300 MW di capacità installata e investimenti stimati di 25 miliardi di euro entro il 2028.
Le sfide per il futuro
Secondo Marco Daviddi, managing partner di EY-Parthenon in Italia, il ruolo del capitale si sta ridefinendo in chiave sempre più selettiva e trasformativa. La sfida dei prossimi anni sarà rendere il Paese meno dipendente da fattori ciclici e più sostenuto da condizioni strutturali favorevoli all’attrazione dei talenti e alla crescita delle imprese.
Le sfide demografiche, energetiche, di trasformazione digitale e tecnologica che il Paese deve affrontare sono note da tempo. Ciò che farà la differenza sarà la capacità di affrontarle con un senso di urgenza che finora è spesso mancato. Perché il rischio principale per l’Italia non è una crisi economica. È l’illusione che il tempo giochi ancora a nostro favore.



