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11 Giugno 2026

Fondi sostenibili in ripresa: l’Europa guida la svolta verso le strategie passive

Nel primo trimestre del 2026, gli investitori europei hanno mostrato un rinnovato interesse per i fondi sostenibili, con una forte preferenza per le strategie passive.

Fondi sostenibili in ripresa: l'Europa guida la svolta verso le strategie passive

Nel panorama finanziario del 2026, gli investitori europei stanno riscoprendo il valore dei fondi sostenibili, con un particolare interesse per le strategie passive. Questo ritorno è evidente nei dati di raccolta, che mostrano un’inversione di tendenza significativa rispetto al 2026.

Dopo un anno difficile, caratterizzato da deflussi netti, i fondi Esg hanno registrato una ripresa nel primo trimestre del 2026. Secondo le stime, sono stati raccolti globalmente 3,5 miliardi di dollari, con l’Europa in prima linea grazie a una raccolta positiva di 9,1 miliardi di dollari.

La ripresa dei fondi sostenibili in Europa

L’Europa è emersa come il mercato più dinamico per i fondi sostenibili, con una raccolta di 9,1 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026. Questo risultato rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al 2026, quando i fondi sostenibili europei avevano registrato riscatti netti per 62 miliardi di dollari.

Le strategie passive hanno giocato un ruolo cruciale in questa ripresa, attirando 24 miliardi di dollari. Al contrario, i fondi attivi hanno continuato a registrare deflussi, con riscatti per 14,8 miliardi di dollari nello stesso periodo.

Le sfide normative e politiche

Nonostante la ripresa, il settore dei fondi sostenibili deve affrontare numerose sfide, tra cui l’incertezza normativa e le tensioni politiche. Le società di gestione sono diventate più caute, influenzate dalle reazioni politiche oltreoceano e dalle persistenti incertezze normative in Europa.

Il pacchetto Omnibus I, approvato alla fine del 2026, ha modificato la normativa preesistente, semplificando gli oneri di rendicontazione per le aziende. Tuttavia, il processo di revisione della Sfdr, avviato a novembre, è ancora in corso e dovrà affrontare posizioni politiche divergenti.

La riduzione dei nuovi fondi Esg

L’incertezza regolamentare e le accuse di greenwashing hanno contribuito a una drastica riduzione del numero di lanci di nuovi prodotti. Nel primo trimestre del 2026, sono stati lanciati solo otto nuovi fondi, un minimo assoluto.

Questo rallentamento riflette una normalizzazione dello sviluppo nel segmento dei fondi sostenibili, che dovrebbe proseguire nel corso dell’anno con chiusure e razionalizzazioni.

Le preferenze degli investitori sostenibili

Nella prima parte del 2026, gli investitori europei hanno mostrato una preferenza per i fondi azionari e obbligazionari. I fondi azionari hanno registrato un afflusso di 2,8 miliardi di dollari, mentre i fondi obbligazionari hanno attratto 9,5 miliardi di dollari, anche se in modo meno intenso rispetto al quarto trimestre del 2026.

Questa preferenza per il reddito fisso riflette la cautela degli investitori in un contesto di incertezza economica e tensioni geopolitiche.

L’Europa leader mondiale dei fondi sostenibili

Nonostante il declino del patrimonio in gestione complessivo, l’Europa continua a rappresentare il mercato più grande al mondo di fondi sostenibili, con una quota dell’84,6%. Gli Stati Uniti seguono con il 10%, mentre l’Asia-Pacifico rappresenta il 2,6%.

Nel primo trimestre del 2026, la volatilità dei mercati ha ridotto il patrimonio globale dei fondi Esg del 10%, ma l’Europa è stata l’unica regione a invertire la rotta, registrando flussi positivi.

Il ritorno a flussi modesti nel primo trimestre suggerisce che l’interesse degli investitori per le strategie sostenibili non è scomparso, ma rimane fragile e fortemente legato alle specificità regionali.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.