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25 Giugno 2026

Forum Italia-Tunisia: energia, produzione e Piano Mattei al centro del confronto

Il forum italo-tunisino tenuto a Tunisi ha messo in luce crescita degli scambi, progetti energetici come Elmed e opportunità di nearshoring, con circa 600 operatori coinvolti e un focus sul Piano Mattei.

Forum Italia-Tunisia: energia, produzione e Piano Mattei al centro del confronto

Il 24 giugno 2026 a Tunisi si è svolto un forum economico che ha richiamato l’attenzione sul ruolo crescente della Tunisia come piattaforma industriale e logistica nel Mediterraneo. L’evento, aperto dal ministro degli Esteri italiano insieme alla presidente del governo tunisino, ha visto la partecipazione di circa 600 operatori tra imprese e istituzioni e ha approfondito temi concreti come la cooperazione energetica, il nearshoring produttivo e la formazione mirata prevista dal Piano Mattei.

Numeri e integrazione commerciale tra Italia e Tunisia

La relazione economica tra i due Paesi si traduce in cifre significative: nel 2026 l’interscambio ha raggiunto i 6,5 miliardi di euro con esportazioni italiane per 3,4 miliardi e importazioni per 3,1 miliardi. Nei primi mesi del 2026 il trend è rimasto positivo, con un’accelerazione dell’export italiano che è cresciuto del 10,9% nel primo trimestre e con scambi pari a 1,7 miliardi nel periodo, segnando un +2,9% rispetto all’anno precedente. Sul territorio tunisino operano oltre 1.000 imprese italiane responsabili di circa 85.000 posti di lavoro diretti un segnale della radicata integrazione produttiva che coinvolge settori come l’automotive, il tessile e la componentistica.

Nearshoring: vicinanza logistica e specializzazioni produttive

La ridefinizione delle catene globali ha spinto molte realtà italiane a guardare alla Tunisia come scelta strategica di nearshoring. I tempi di trasporto verso i porti italiani, che oscillano tra le 20 e le 36 ore, offrono un vantaggio competitivo rispetto a forniture provenienti dall’Asia, soprattutto per produzioni a medio-basso volume che richiedono flessibilità. In particolare, la Tunisia si sta specializzando in cablaggi elettrici componenti in plastica e sistemi elettronici, attività che supportano forniture a gruppi del calibro di Stellantis e ad altri poli industriali europei.

Accesso preferenziale ai mercati africani

Oltre alla prossimità geografica, la partecipazione della Tunisia ad accordi regionali come Comesa e l’AfCFTA amplia le opportunità di esportazione verso il continente africano a dazio zero. Questo elemento rende la Tunisia non solo un partner di produzione per l’Europa, ma anche un ponte logistico-commerciale per l’espansione del Made in Italy in mercati emergenti.

Energia: il progetto Elmed e investimenti privati

Uno dei nodi centrali del forum è stato il comparto energetico, con il progetto Elmed al centro dei programmi bilaterali. Si tratta di un elettrodotto sottomarino da 600 megawatt che collegherà Partanna, in Sicilia, a Capo Bon, per un investimento complessivo stimato intorno a 850 milioni di euro e con finanziamenti europei. L’infrastruttura è pensata per funzionare in modo bidirezionale stabilizzare la rete tunisina e consentire lo scambio di energia rinnovabile tra Tunisia e Italia. Sul fronte privato, gruppi come Duferco hanno annunciato intese per sviluppare impianti fotovoltaici in joint venture con partner locali, con l’obiettivo di integrare la produzione di elettricità verde nel circuito euromediterraneo.

Il consorzio degli energivori italiani ha inoltre manifestato disponibilità a partecipare al finanziamento dell’interconnessione, sottolineando come l’integrazione energetica possa generare opportunità reciproche: esportazione di energia verso la Tunisia e reimportazione di elettricità rinnovabile verso l’Italia.

Formazione, migrazione regolata e Piano Mattei

Il partenariato non si limita agli investimenti industriali ma include anche un forte focus su formazione e mobilità lavorativa regolata. Iniziative promosse da enti come Elis mirano a collegare la domanda di competenze delle imprese italiane con l’offerta di capitale umano tunisino, attraverso percorsi formativi che facilitino l’inserimento nel mercato del lavoro italiano. Il tema della migrazione regolare è stato affrontato come componente essenziale per evitare squilibri e garantire vantaggi condivisi, in linea con le strategie previste dal Piano Mattei per estendere modelli di cooperazione anche ad altri Paesi africani.

Al forum sono state siglate intese operative e avviati confronti tra istituzioni e rappresentanti d’impresa per tradurre la convergenza politica in progetti concreti, con priorità su transizione energetica, digitalizzazione, infrastrutture e industria avanzata. L’obiettivo dichiarato è duplice: consolidare la presenza industriale italiana in Tunisia e usare il Paese come piattaforma per penetrare mercati africani in crescita, in un contesto globale caratterizzato da pressioni geopolitiche e riorganizzazione delle catene del valore.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.