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27 Ottobre 2026

Galaxy in ripresa e Bitcoin in stallo: cosa guardare ora

Galaxy mostra utili netti significativi e un piano di buyback, mentre il mercato di Bitcoin accumula leva e tensione sulle posizioni in leva, potenzialmente esplosive.

Galaxy in ripresa e Bitcoin in stallo: cosa guardare ora

Il mondo crypto presenta oggi due facce: da un lato una società quotata che registra numeri importanti e misure a favore degli azionisti; dall’altro un mercato dei derivati su Bitcoin che, pur apparendo calmo, accumula pressione latente. In questo pezzo analizziamo i punti chiave delle trimestrali aziendali e le dinamiche di mercato che potrebbero determinare movimenti bruschi sul prezzo di BTC.

Galaxy: utili, buyback e la composizione dei ricavi

La società ha riportato un utile netto di 323 milioni di dollari, un netto miglioramento rispetto al trimestre precedente. Gran parte del risultato però deriva da variazioni di valore sugli asset crypto detenuti in tesoreria: pari a circa 395 milioni di dollari di contributo, questi guadagni sono legati all’apprezzamento del portafoglio crittografico e non sono necessariamente ricorrenti. In termini operativi, l’87% dell’EBITDA rettificato proviene dalla divisione Treasury & Corporate, mentre il restante è attribuibile ai data center, settore che ha appena completato il primo trimestre integrando Helios.

Il management ha comunicato l’intenzione di avviare un buyback fino a 200 milioni di dollari. I dettagli operativi — ritmi e modalità di esecuzione — non sono ancora stati chiariti, ma l’annuncio è stato recepito positivamente dal mercato: il titolo è salito di circa il 6% nelle 24 ore successive alla pubblicazione dei conti. Gli analisti sottolineano tuttavia la necessità di distinguere tra profitti derivanti da rivalutazioni patrimoniali e redditività ordinaria del business, specie se si vuole valutare la sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Prospettive per i data center e i volumi di trading

Il gruppo ibrido che integra attività di OTC desk, mining, investimenti diretti e servizi DeFi punta a far pesare di più i data center nelle prossime trimestralmente, con aspettative di utili maggiori rispetto ai 69 milioni di dollari registrati recentemente. Parallelamente è stato osservato un aumento dei volumi di trading, elemento positivo in un trimestre che per altri operatori del settore è stato piuttosto piatto. Rimane però il rischio che la redditività complessiva sia ancora vincolata alle oscillazioni del valore delle crypto in portafoglio.

Bitcoin: Open Interest in crescita mentre la volatilità si contrae

Il mercato di Bitcoin mostra una curiosa divergenza: l’Open Interest aggregato sui futures è vicino a massimi locali, mentre la volatilità storica si è progressivamente ridotta. Il picco di volatilità giornaliera citato nel periodo è datato 21 agosto; da allora si sono susseguite fasi di minimi locali, con valori particolarmente bassi il 13 e il 27 settembre e il 6, 11 e 19 ottobre, fino a registrare un nuovo minimo locale inferiore agli altri.

Un livello elevato di Open Interest indica molte posizioni aperte e quindi molto capitale implicato nei contratti futures. Parte di queste posizioni sono assunte con leve elevate — in alcuni casi 50x o 100x — e risultano sensibili anche a piccoli movimenti di prezzo. Se molte posizioni in leva vengono liquidate in rapida successione, la reazione sul prezzo può essere potente e immediata, amplificando movimenti direzionali.

Funding rate, liquidazioni e possibili squeeze

Il funding rate attuale è positivo, segnalando una pressione netta sui long; va ricordato che l’Open Interest è sempre diviso tra long e short, ma un funding positivo indica che i long stanno pagando gli short per mantenere le posizioni. Le mappe delle liquidazioni mostrano che molte posizioni long sono relativamente vicine al prezzo corrente e quindi vulnerabili: la loro liquidazione comporterebbe vendite forzate che aumenterebbero la pressione ribassista.

Lo scenario più probabile sul breve termine è quindi un long-squeeze che farebbe scendere il prezzo per effetto delle liquidazioni. Tuttavia, se in seguito molti operatori aprissero nuovi short, il mercato potrebbe vedere un contraccolpo con uno short-squeeze. Alcuni osservatori suggeriscono che attori con grande capitale potrebbero cercare di spingere il prezzo verso il basso per accumulare BTC a livelli inferiori, tecnica nota come ricerca di liquidità.

Liquidazioni di ottobre e comportamento delle balene

Dall’inizio delle forti liquidazioni documentate, il 7 ottobre ha segnato l’avvio di ondate consistenti di chiusura forzata di posizioni long. In seguito si sono registrate giornate significative con ampie liquidazioni: il 7 e 8 ottobre, il 15 ottobre, il 22 ottobre e il 24 ottobre, quest’ultima su un giorno di weekend che evidenzia l’impiego di algoritmi automatici nella strategia delle entità con capitale elevato. Le balene monitorano le liquidation heatmap e sfruttano la leva e gli errori sistematici dei retail — in particolare l’apertura di posizioni con leve eccessive mentre il prezzo scende — per sfruttare profitti intraday.

Alla luce di questi elementi, è fondamentale leggere i numeri aziendali con attenzione e valutare il mercato dei derivati non solo per l’apparente calma dei prezzi, ma anche per la leva accumulata sotto la superficie. Eventi macro e decisioni istituzionali possono fungere da catalizzatori e trasformare in poco tempo pressione latente in movimenti di prezzo rilevanti.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.