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27 Ottobre 2026

Boom dei data center a Milano: offerte, salari, ma la rete elettrica è un ostacolo

Il mercato dei data center esplode in Italia: più offerte, salari più alti e grandi investimenti, ma la rete elettrica potrebbe fermare il tutto.

Boom dei data center a Milano: offerte, salari, ma la rete elettrica è un ostacolo

L’ecosistema dei data center in Italia sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Le analisi più recenti mostrano un rialzo del 137% degli annunci di lavoro rispetto al 2020, soprattutto nell’area milanese, dove nuovi impianti sono in fase di progettazione per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale generativa.

Crescita delle offerte di lavoro legate ai data center in Italia

Le posizioni aperte nel settore rappresentano circa l’1,1% del totale delle offerte a livello nazionale, una percentuale in linea con la Spagna ma ben al di sotto del 4,9% osservato in Irlanda. La domanda è particolarmente concentrata su ruoli di IT Infrastructure, Operations & Support, che costituiscono il 17% di tutti gli annunci, seguiti da sviluppatori software necessari per gestire le piattaforme di calcolo. Le retribuzioni sono notevolmente più competitive: le figure impegnate nell’installazione e nella manutenzione percepiscono salari fino al 50% superiori rispetto a posizioni analoghe, mentre gli specialisti dello sviluppo software guadagnano in media il 23% in più.

Profilo richiesto e differenziali retributivi

I candidati sono spinti a cercare opportunità nel campo dei data center: le ricerche contenenti parole chiave correlate sono triplicate negli ultimi due anni, ponendo l’Italia al terzo posto insieme a Spagna e Polonia. La combinazione di un mercato in forte crescita, stipendi premium e la necessità di competenze altamente specializzate rende questo comparto uno dei più attraenti per i professionisti IT, nonostante la quota occupazionale globale rimanga limitata.

Investimenti da 25 miliardi e il problema dell’alimentazione elettrica

Parallelamente alla crescita occupazionale, nel paese sono stati annunciati 83 nuovi data center per un valore complessivo di €25,4 miliardi entro il 2028. Le richieste di connessione registrate da Terna ammontano a 586, con una potenza complessiva richiesta di 108,96 GW. Per contestualizzare, il picco di consumo elettrico nazionale toccava i 58 GW nell’estate 2026, perciò la sola domanda dei data center supera quasi il doppio di tale valore.

Progetti concreti vs richieste speculative

Non tutti i progetti annunciati si tradurranno in realtà operative. Solo 16 su 586 le richieste sono attualmente classificate “ready-to-build”, per una potenza totale di 1,9 GW, ovvero l’1,7% della domanda dichiarata. Il Politecnico di Milano segnala che, dei 1.839 MW di capacità commerciale prevista, appena 230 MW sono effettivamente in costruzione, mentre il resto è in fase di sviluppo o ancora preliminare. Il divario tra annunci e realizzazioni concrete alimenta il timore di una bolla speculativa nel settore.

Prospettive per Milano e Lombardia

La Lombardia, in particolare l’hinterland milanese, è destinata a ospitare i maggiori hub: Vantage data centers prevede un campus da 8 miliardi di euro distribuito tra Melegnano, Settimo Milanese, Cornaredo e Tavazzano; K2 Strategic, controllata dal gruppo Kuok, punta a 5,3 miliardi per un campus tra Zibido e Lacchiarella con capacità di circa 400 MW. Tuttavia, la realizzazione di questi impianti richiederà nuove centrali, sistemi di accumulo e potenziamenti della rete, elementi che al momento mancano e che potrebbero far lievitare i costi energetici per l’intero sistema nazionale.

Il caso emblematico di Microsoft nel Regno Unito, che ha annullato un contratto da 50 MW a causa di ritardi nell’allacciamento alla rete, dimostra quanto la disponibilità di energia sia ormai un fattore decisivo per la fattibilità dei progetti di data center. In Italia, la situazione è analoga: senza investimenti accelerati nelle infrastrutture elettriche, molti dei centri programmati rischiano di rimanere vuoti, trasformando gli ingenti capitali impegnati in attività a alto rischio finanziario.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.