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11 Settembre 2026

Gestire la duration e la convexity nel portafoglio obbligazionario

Scopri come usare duration e convexity per governare l’impatto dei tassi, con esempi pratici su barbell, laddering e ribilanciamento.

Gestire la duration e la convexity nel portafoglio obbligazionario

Duration e convexity: la bussola del rischio tassi

Nel mondo delle obbligazioni la duration e la convexity sono strumenti decisivi per misurare e governare l’esposizione ai tassi d’interesse. La duration stima la sensibilità del prezzo di un titolo a una variazione dei tassi, mentre la convexity affinare questa stima, catturando la curvatura della relazione prezzo–rendimento. Capire come funzionano permette di progettare un portafoglio con reazioni attese chiare, evitando sorprese quando i rendimenti si muovono.

Queste misure sono rilevanti perché, generalmente, al salire dei tassi i prezzi obbligazionari scendono e viceversa. La domanda reale è quanto e con quale velocità. L’articolo definisce i concetti chiave, mostra come applicarli per allineare la duration a orizzonte e rischio, e illustra tre strategie pratiche: barbellladdering e ribilanciamento con esempi numerici semplici e replicabili.

Duration: la misura operativa della sensibilità ai tassi

La duration modificata indica la variazione percentuale approssimata del prezzo per uno shift di un punto percentuale dei tassi. Se un portafoglio ha duration 5, un aumento di 1% dei tassi implica tipicamente un calo vicino al 5%. La duration Macaulay è la media temporale dei flussi incassati; convertita in modificata fornisce la sensibilità. Due principi pratici: a parità di cedola e rendimento, maggiore scadenza significa maggiore duration a parità di scadenza, cedole più alte riducono la duration, perché si incassano flussi prima.

Esempio classico: un titolo a 5 anni con cedola media ha duration intorno a 4–4,5; uno a 10 anni può avere 7–8. Un portafoglio con duration target 5 è mediamente esposto a oscillazioni di circa 5% per movimenti di 1% dei tassi. Questa stima è linea retta: utile, ma ancora incompleta senza la convexity.

Convexity: la correzione che conta nelle grandi variazioni

La convexity misura la curvatura della relazione prezzo–rendimento. Con piccoli movimenti dei tassi, la duration basta; con movimenti più ampi, la convexity migliora l’accuratezza della previsione. In generale, maggiore convexity è preferibile: attenua le perdite quando i tassi salgono e amplifica i guadagni quando scendono. Titoli a lunga scadenza e cedola bassa tendono ad avere convexity più elevata, mentre strumenti con opzioni implicite (come callable) possono mostrare convexity ridotta o persino negativa in alcuni tratti.

Regola operativa: quando si confrontano due portafogli con la stessa duration quello con convexity più alta è generalmente più robusto. Questo è particolarmente utile per chi gestisce orizzonti lunghi o vuole proteggersi da movimenti non lineari dei tassi.

Allineare la duration a orizzonte e tolleranza al rischio

Un metodo pratico prevede quattro passi: 1) definire l’orizzonte di investimento; 2) stimare la tolleranza alle oscillazioni di prezzo; 3) tradurre queste preferenze in un intervallo di duration target; 4) costruire e monitorare il portafoglio. Linee guida: se l’orizzonte è breve e la volatilità indesiderata, scegliere duration contenute; se l’orizzonte è lungo e l’obiettivo è massimizzare la sensibilità ai movimenti di tasso, la duration può essere maggiore, affiancata da elevata convexity per migliorare il profilo rischio–rendimento.

Esempio: un investitore con orizzonte di 3–5 anni e tolleranza media può puntare a una duration intorno a 3–5; uno con orizzonte superiore e tolleranza più alta può estendersi verso 6–8, privilegiando strumenti con convexity positiva. Questo approccio rende la scelta coerente con obiettivi e sopportazione degli scostamenti di prezzo.

Strategia barbell: estremi per controllare media e rischio

La barbell combina titoli di breve e lunga scadenza, evitando la parte intermedia. Il risultato è una duration media definita, ma con convexity spesso superiore rispetto a un portafoglio “intermedio” di pari duration. Esempio: 50% in titoli a 1 anno e 50% a 10 anni può produrre una duration intorno a 5–6 con più convexity rispetto a un unico titolo a 5–6 anni. Pro: migliore risposta non lineare e flessibilità nel reinvestire la gamba corta. Contro: maggiore complessità e potenziale volatilità di breve per la gamba lunga.

Uso pratico: quando si desidera mantenere una duration target ma aumentare la convexity la barbell è efficace. La gamba breve offre liquidità e opportunità di reinvestimento, la gamba lunga fornisce sensibilità ai movimenti di tasso e convexity.

Laddering: scadenze scaglionate per smussare il rischio tassi

Il laddering distribuisce gli acquisti su più scadenze regolari (per esempio ogni anno da 1 a 10), creando una scala di rimborsi. Questo approccio riduce il rischio di reinvestire tutto in un singolo momento sfavorevole e mantiene una duration naturale che scende col tempo, per poi risalire con i reinvestimenti. Esempio: una scala 1–5 anni produce una duration attesa intorno a 2–3, con flussi periodici da reinvestire. Vantaggi: semplicità, disciplina, liquidità ricorrente. Limiti: minor convexity rispetto a una barbell e minore sensibilità ai grandi movimenti dei tassi.

Per chi cerca stabilità, il laddering rappresenta una struttura resiliente, capace di adattarsi a condizioni variabili senza dover prevedere i movimenti dei tassi.

Ribilanciamento: mantenere il profilo scelto nel tempo

La duration di un portafoglio cambia con il passare del tempo e con l’evoluzione dei rendimenti. Il ribilanciamento riporta la duration nell’intervallo target e preserva la convexity desiderata. Due metodi diffusi: ribilanciamento periodico (per esempio trimestrale o semestrale) o a banda (si interviene solo se la duration esce da una soglia, ad esempio ±0,5). Esempio: se il target è 5 e il portafoglio scende a 4,3, si incrementa la gamba lunga o si sostituiscono titoli prossimi alla scadenza con scadenze maggiori.

Il ribilanciamento disciplina la gestione: limita la deriva del rischio, consente di cristallizzare profitti o perdite attese e protegge la coerenza con l’orizzonte e la tolleranza al rischio dell’investitore.

Approfondimenti ed eccezioni da considerare

Strumenti con opzioni incorporate, come callable e mortgage-backed possono presentare convexity ridotta o negativa: quando i tassi scendono, i rimborsi anticipati limitano il potenziale di prezzo; quando i tassi salgono, la durata effettiva può allungarsi. In questi casi, la duration effettiva è più indicativa della sensibilità rispetto a quella modificata. Anche il rischio di credito incide: spread più ampi possono mascherare l’impatto dei tassi, ma non lo eliminano. Per i fondi, la duration del veicolo fornisce un riferimento utile, ma va osservata insieme a volatilità e composizione.

Un portafoglio equilibrato integra duration coerente con l’orizzonte, convexity adeguata all’incertezza, e una struttura operativa chiara tra barbell, laddering e ribilanciamento. L’obiettivo non è prevedere i tassi, ma progettare reazioni attese e gestibili. Con metodo e disciplina, la gestione del rischio tassi diventa uno strumento di costruzione del rendimento, non una variabile subita.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.