La Procura di Roma ha compiuto un passo significativo aprendo un’indagine contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir. L’inchiesta riguarda i fatti avvenuti nel maggio 2026, quando Ben-Gvir pubblicò un video in cui derideva attivisti della Global Sumud Flotillainginocchiati e ammanettati nel porto di Ashdod. Le accuse ipotizzate sono di tortura e sequestro di persona.
Le accuse e le testimonianze
Le indagini sono state avviate dopo l’abbordaggio delle autorità israeliane agli attivisti della Flotilla, tra cui anche cittadini italiani. Gli attivisti hanno denunciato vessazioni fisiche e psicologicheoltre a casi di molestie sessuali. Le testimonianze raccolte dai carabinieri del Ros e il video incriminato, pubblicato dallo stesso Ben-Gvir sui social media, sono al centro dell’inchiesta.
Le reazioni internazionali
La portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha espresso soddisfazione per l’apertura dell’indagine, sottolineando che Ben-Gvir è un ministro del governo Netanyahu e rappresenta un sistema che, secondo lei, viola i diritti umani. La Francia ha già aperto un’inchiesta giudiziaria formale contro Ben-Gvir, ipotizzando i reati di tortura e crimini di guerra.
La risposta di Ben-Gvir
Il ministro israeliano ha reagito con fermezza alle accuse, definendo l’Italia il Paese delle ciabatte e affermando che Israele non è un sacco da boxe per sostenitori del terrorismo. Ben-Gvir ha dichiarato di non essere intimorito dall’inchiesta e di continuare a sostenere i combattenti israeliani. La sua risposta è stata pubblicata su X, dove ha ribadito la sua posizione con toni decisi.
Le sanzioni dell’Unione Europea
La questione delle sanzioni contro Ben-Gvir sarà discussa il 15 giugno 2026 dai ministri degli Esteri dell’Unione Europea. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha proposto diverse opzioni per costruire una posizione comune, nonostante le resistenze di alcune capitali. L’Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha già chiesto di procedere con le sanzioni, definendo gli atti di Ben-Gvir inaccettabili e violazioni dei diritti umani.
L’indagine della Procura di Roma si affianca ad altri fascicoli aperti in precedenza, relativi alle missioni della Flotilla terminate con abbordaggi delle forze di sicurezza israeliane. Tra questi, un procedimento riguarda i fatti del 29 aprile 2026, quando 22 barche furono abbordate in acque internazionali. Gli attivisti hanno denunciato prelevamenti forzati e maltrattamenti, con testimonianze raccolte dai legali e trasmesse ai magistrati romani.


