Il mercato immobiliare commerciale europeo sta vivendo una fase di riorientamento determinata da fattori geopolitici e dalla politica monetaria. L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha rallentato la ripresa, ma non l’ha interrotta, spingendo gli investitori a privilegiare asset stabili che garantiscano rendite costanti e crescita strutturale nel lungo periodo.
Il contesto macroeconomico: BCE e tassi di interesse
La Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di 25 punti base per la seconda volta, una mossa che potrebbe riflettersi sul settore immobiliare solo a partire dal 2027. Nel frattempo, gli operatori rimangono cauti, prediligendo investimenti con profilo di ridotto rischio e differenziali di rendimento più contenuti rispetto al periodo espansivo 2010-2021.
Dati di investimento del primo semestre 2026
Lo scenario immobiliare presentato al 34° Forum Immobiliare di Rapallo indica un totale di 103 miliardi di euro investiti nei primi sei mesi, in crescita del 3 % rispetto all’anno precedente. Il secondo trimestre ha registrato 53 miliardi, un aumento del 6 % su base annua. Tuttavia, l’analisi mette in luce una notevole disparità tra i Paesi. Il Regno Unito ha mostrato il calo più marcato, con un decremento del 16 % e un valore di 21 miliardi di sterline (circa 24 miliardi di euro). Germania e Francia hanno avuto una crescita modesta del 3 %, mentre la Spagna ha registrato un balzo del 60 % raggiungendo 12,5 miliardi.
Il record italiano
L’Italia ha superato le aspettative, toccando oltre 7 miliardi di euro nel primo semestre e segnando una crescita superiore al 30 %. Questo posiziona il Paese tra le prime dieci destinazioni mondiali per capitali internazionali, grazie a un crescente interesse verso il mezzogiorno europeo. I settori più promettenti sono la logistica, il living e i data-center.
Prospettive di fatturato fino al 2027
Secondo le previsioni, il valore delle transazioni nei cinque principali mercati europei supererà i 1 000 miliardi di euro già nel 2026, crescendo del 4,6 % e raggiungendo un picco di 1 358 miliardi entro il 2027. La Germania rimane il leader di volume, con più di 330 miliardi, ma con tassi di crescita inferiori al 3 % annuo. La Francia passerà da 220 miliardi nel 2025 a 234 milliardi nel 2027. Le performance più dinamiche spettano alla Spagna, che dovrebbe passare da 127,8 miliardi nel 2025 a 156 miliardi entro il 2027, e all’Italia, confermando la tendenza positiva avviata nel primo semestre.
L’attesa sul futuro impatto delle decisioni della BCE aggiunge un elemento di incertezza che si manifesterà pienamente solo nei prossimi due anni.



