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10 Giugno 2026

Investimenti retail in Europa: l’Italia guida la crescita con un +39%

Nel 2026 gli investimenti nel retail immobiliare europeo sono cresciuti dell'8%, raggiungendo 35,5 miliardi di euro. L'Italia si è distinta con un aumento del 39%, trainata da centri commerciali e outlet.

Investimenti retail in Europa: l'Italia guida la crescita con un +39%

Nel 2026 il settore del retail immobiliare in Europa ha registrato una crescita significativa, con investimenti che hanno raggiunto la cifra record di 35,5 miliardi di euro, un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Questo settore rappresenta ora il 18% degli investimenti istituzionali immobiliari in Europa, secondo il rapporto Real Estate Retail 2026.

L’Italia si è affermata come leader in questo contesto, con un volume di investimenti retail pari a 3,5 miliardi di euro, un incremento del 39% rispetto al 2026. Questo risultato ha superato tutte le altre asset class, posizionando l’Italia in una posizione di rilievo nel panorama europeo.

L’Italia in testa con centri commerciali e outlet

Nel primo trimestre del 2026, il settore retail in Italia ha mantenuto la sua leadership, attirando 810 milioni di euro, con un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2026. Questo settore rappresenta il 34% degli investimenti immobiliari nazionali, che ammontano a 2,4 miliardi di euro.

I centri commerciali e gli outlet hanno trainato questa ripresa, rappresentando circa il 60% dei volumi retail nel 2026. I rendimenti prime delle high street di Milano e Roma sono scesi al 3,70% nel primo trimestre del 2026, il livello più basso tra i segmenti retail, mentre i centri commerciali si attestano al 6,75%, in linea con la fine del 2026.

L’importanza dei covenant dei tenant

Antonio Martino, partner real estate di Pwc Italia, ha sottolineato l’importanza della compressione strutturale dello spread tra cap rate e tasso risk-free, ora a 374 punti base. Questa tendenza riduce il margine di sicurezza contro possibili scenari negativi, rendendo gli asset più esposti a rischi di svalutazione se i fondamentali si deteriorano.

«Diventa essenziale per gli investitori focalizzarsi sulla solidità dei covenant dei tenant, sulla qualità dei contratti di locazione e sulla sostenibilità dei canoni rispetto ai benchmark di mercato», ha spiegato Martino.

La rivoluzione del retail fisico con la Generazione Z

Un fenomeno di forte impatto è il ritorno di interesse della Generazione Z verso il retail fisico. Questi giovani, pur essendo digital native, ricercano nei negozi esperienze sociali e sensoriali, spingendo i retailer a trasformare i punti vendita in hub «phygital» che fondono elementi digitali e fisici, intrattenimento, tecnologia interattiva e spazi pensati per i social media.

Il settore moda è nel pieno di una rivoluzione: il negozio fisico si trasforma da semplice punto vendita a snodo centrale di una strategia omnicanale. Il concetto di «Halo Effect» diventa sempre più rilevante: l’apertura di un flagship store in una nuova città può far crescere le vendite e-commerce locali del 20–40%, mentre la chiusura comporta una diminuzione proporzionale delle vendite online.

Si afferma il modello della «total location value», che integra tutte le fonti di valore di una location: vendite dirette, click & collect, notorietà del brand, influenza sulle vendite online e acquisizione di nuovi clienti. Questo approccio richiede nuove metriche di performance e contratti che includano componenti variabili legate anche alle performance digitali.

Il grocery e le operazioni M&A

Il grocery si conferma tra le asset class più resilienti del retail real estate europeo: nel 2026 gli investimenti hanno superato i 6 miliardi di euro, con un aumento del 13% rispetto al 2026, rappresentando il 18% del totale. In Italia, le strategie omnicanale nel grocery favoriscono i negozi di prossimità e i prodotti locali, generando nuove esigenze immobiliari.

Nel 2026 le attività M&A nei consumer markets in Italia hanno visto una crescita sia nel numero di operazioni annunciate (+17%, 416) sia nel valore (+38,1%, 9,4 miliardi di dollari), in controtendenza rispetto al panorama globale. Tuttavia, le operazioni concluse sono calate del 2%, soprattutto per una concentrazione di operazioni annunciate nel secondo semestre dell’anno che non si sono ancora chiuse.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.