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6 Settembre 2026

La correlazione tra Bitcoin e oro supera il 50%: cosa significa per gli investitori

Bitcoin e oro, un tempo considerati mondi a parte, stanno mostrando una correlazione sempre più marcata. Scopri perché e cosa significa per il futuro degli investimenti.

La correlazione tra Bitcoin e oro supera il 50%: cosa significa per gli investitori

Per anni, Bitcoin e oro sono stati considerati asset completamente diversi, con caratteristiche e comportamenti di mercato distinti. Tuttavia, negli ultimi tempi, qualcosa sta cambiando. La correlazione tra questi due asset ha superato il 50%, un segno evidente che il mercato sta evolvendo.

Bitcoin, nato nel 2009, è sempre stato visto come un asset tecnologico ad alta volatilità, mentre l’oro è tradizionalmente considerato una riserva di valore stabile e sicura. Ma ora, entrambi stanno reagendo in modo simile a fattori macroeconomici come il debito pubblico, i rendimenti reali e la politica monetaria.

La correlazione tra Bitcoin e oro supera il 50%

La correlazione mobile a 90 giorni tra Bitcoin e oro ha recentemente superato quota 0,50, raggiungendo uno dei livelli più elevati degli ultimi sei anni. Questo cambiamento è significativo perché, solo all’inizio del 2026, la correlazione tra i due asset era molto più debole e vicina allo zero.

Parallelamente, la correlazione tra Bitcoin e Nasdaq 100 si è ridotta, passando da valori superiori al 60% a circa un terzo. Questo suggerisce che Bitcoin sta temporaneamente riducendo alcune delle sue caratteristiche tipiche di asset tecnologico ad alta volatilità per mostrare una maggiore sensibilità agli stessi fattori macroeconomici che tradizionalmente influenzano l’oro.

Un precedente simile nel 2020

Un comportamento simile si era verificato durante la pandemia del 2020. L’enorme espansione delle politiche fiscali e monetarie aveva alimentato i timori relativi alla crescita del debito pubblico, alla svalutazione monetaria e alla tenuta del potere d’acquisto delle valute. In quella fase, la correlazione tra oro e Bitcoin era aumentata sensibilmente.

Il ritorno del ‘debasement trade’

L’espressione debasement trade indica il posizionamento verso attività percepite come relativamente protette rispetto alla perdita di valore reale della moneta. Quando deficit pubblici elevati, aumento del debito e politiche monetarie accomodanti finiscono per ridurre il valore reale delle valute, gli asset caratterizzati da un’offerta limitata possono diventare relativamente più interessanti.

L’oro risponde perfettamente a questa logica, con una quantità disponibile che cresce lentamente e nessuna banca centrale può crearne nuova offerta attraverso una decisione monetaria. Bitcoin presenta una caratteristica analoga, almeno dal punto di vista quantitativo: il protocollo stabilisce un limite massimo di 21 milioni di unità.

La domanda istituzionale: una differenza fondamentale

Tuttavia, la somiglianza tra i due asset termina rapidamente. L’oro dispone di una domanda istituzionale che Bitcoin ancora non possiede nelle stesse dimensioni. Nel secondo trimestre del 2026, gli acquisti delle banche centrali hanno raggiunto circa 289 tonnellate, mentre nei primi sei mesi dell’anno la domanda mondiale complessiva di oro ha superato le 2.500 tonnellate.

Bitcoin e oro sono davvero correlati?

La risposta dipende dall’orizzonte temporale utilizzato. Sul breve periodo, la correlazione attuale superiore a 0,50 rappresenta un dato rilevante. Su intervalli molto più lunghi, però, la relazione appare decisamente più debole.

Diverse analisi accademiche effettuate sui dati degli ultimi dieci o quindici anni mostrano una correlazione media Bitcoin-oro generalmente modesta e, in alcuni periodi, vicina allo zero. Uno studio relativo al periodo 2013-2025 evidenzia come la relazione direzionale tra i due mercati sia complessivamente debole, diventando più significativa soprattutto durante le fasi di stress finanziario e sugli orizzonti temporali più lunghi.

La volatilità: la differenza principale

La differenza principale tra oro e Bitcoin emerge osservando la volatilità. All’inizio di settembre 2026, la volatilità realizzata annualizzata di Bitcoin era circa il 44% su un mese, il 39% su tre mesi e poco inferiore al 40% su sei mesi. Sono valori molto elevati rispetto alla maggior parte delle asset class tradizionali.

Per l’oro, la situazione è differente. Anche il metallo giallo può attraversare fasi estremamente turbolente, ma storicamente la sua volatilità si è generalmente collocata in un intervallo compreso tra il 10% e il 18%, con una media di lungo periodo vicina al 17%.

Questa differenza di volatilità è un fattore cruciale da considerare quando si analizza la correlazione tra i due asset. Mentre l’oro è visto come un rifugio sicuro, Bitcoin rimane un asset ad alta volatilità, soggetto a forti oscillazioni di prezzo.

Tuttavia, è importante considerare le differenze fondamentali tra i due asset e comprendere che una correlazione elevata oggi non significa necessariamente che continueranno a muoversi insieme in futuro.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.