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L’interminabile gioco dell’oca degli aereoporti

Non se ne può davvero più della faccenda Alitalia-Malpensa.
Semrva, infatti, che tutto fosse finito ed invece no. Già perchè dopo il tormentone Malpensa vs Fiumicino, Air France contro Luthansa, ritorna in auge il duello tra Malpensa e Linate.

Così dopo la battaglia combattuta dalla Lombardia contro il resto del mondo, ecco che la lotta riassume un carattere provinciale e vede Milano schierarsi contro la Lombadia.
Ma a ben gurdare anche la strenua lotta sostenuta per il salvataggio di Malpensa può essere considerata come una sorta di “faccenda da campanile”, visto che a contrapporsi c’erano Umberto Bossi, Roberto Maroni e Giuseppe Bonomi, a difendere la propria varesinità contro i milanesi Letizia Moratti e Filippo Penati.

Alla faccia delle larghe intese, dell’impegno per lo sviluppo del traffico aereo, della difesa dei lavoratori; solo vecchio provincialismo.
In un lampo, quindi, siamo tornati indietro di circa 15 anni, quando l’allora ministro dei trrasporti, Claudio Burlando, stabilì che Linate doveva rimanere l’unica tratta Roma-Milano. La stessa cosa che ora chiedono sia Cai(Air France) che Lufthansa, per salvare Malpensa, sollevando l’indignazione dei milanesi per i quali Linate non si tocca.

Insomma l’ennesima dimostrazione che in 15 anni nulla è cambiato e che a prevalere sono ancora le dispute e disputelle interne, senza alcuna cura per le esigenze dei passeggeri.

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