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10 Luglio 2026

Mondiali 2026, Falcao punta su Francia o Norvegia e critica l’influenza della finanza nel calcio

Paulo Roberto Falcao indica Francia e Norvegia come favorite per il titolo mondiale, commenta l'uscita del Brasile, esprime affetto per la Roma e critica l'ingerenza della finanza nello sport

Mondiali 2026, Falcao punta su Francia o Norvegia e critica l'influenza della finanza nel calcio

Paulo Roberto Falcao, leggenda del calcio e simbolo storico della Roma, ha espresso giudizi netti sulla corsa al titolo ai Mondiali 2026: nella sua visione le favorite sono Francia o Norvegia. I suoi commenti spaziano dalla valutazione delle singole squadre fino a un’osservazione più ampia sullo stato economico del calcio moderno, mettendo in fila ricordi personali e valutazioni sportive.

Perché Francia e Norvegia secondo Falcao

Nella sua analisi, Falcao sottolinea la completezza della Francia squadra che ha dimostrato solidità difensiva e potenza offensiva, e la capacità dirompente della Norvegia grazie a un attaccante come Erling Haaland. Il paragone storico che propone mette in relazione la Norvegia di oggi con l’Italia che nel 1982 scosse il mondo: un campionato capace di accendere una marcia vincente a partire da una singola partita. L’ex centrocampista ricorda inoltre la qualità transalpina, con giocatori in grado di decidere incontri difficili, e sottolinea come la Francia arrivi al torneo con pochi punti deboli.

Partite chiave e rendimento recente

Falcao cita anche episodi concreti del torneo: la vittoria della Francia in sfide complesse come quella con il Paraguay, risolta da un gol di Mbappé e le affermazioni contro avversarie di alto profilo. Dall’altra parte, la Norvegia è vista come squadra in grado di ribaltare le attese grazie a un attaccante dominante e a un modo di giocare che può sorprendere avversari più quotati sulla carta.

Il Brasile, l’addio dal Mondiale e il rapporto con i ct stranieri

Sull’eliminazione del Brasile, Falcao non abbraccia il sentimentalismo: riconosce che la squadra verdeoro ha commesso errori e non ha sfruttato certe occasioni, pur avendo potuto pareggiare partite decisive. Al tempo stesso spiega che i cambi di guida tecnica comportano tempi di adattamento; per nazioni con culture calcistiche forti come BrasileArgentina o Italia l’arrivo di un ct straniero richiede spesso più pazienza e lavoro per trovare una nuova identità tattica.

Il caso Ancelotti

Falcao esprime stima per Carlo Ancelotti che vede come figura adatta anche per guidare nazionali oltre che club, e non esclude che un allenatore della sua esperienza possa fungere da punto di equilibrio quando serve ricostruire un progetto. Le parole dell’ex campione rivelano fiducia nella capacità dei tecnici di alto profilo di gestire transizioni complesse.

Roma, carriera e nostalgie professionali

L’amore per la Roma rimane centrale nelle parole di Falcao: ricorda l’offerta di tornare come allenatore nei primi anni Novanta e racconta il legame con chi lo volle in squadra. Tra ottimismo e realismo offre una previsione per la Roma attuale, guidata da Gasperini con gli acquisti giusti la squadra può provarci per lo scudetto, mentre in Champions League l’asticella sarà molto più alta, con dinamiche economiche che influenzano profondamente i risultati.

Il peso dei soldi nel calcio europeo

Un tema ricorrente nel suo intervento è l’impatto della finanza sul calcio: Falcao critica il valore monetario folle attribuito ai calciatori e osserva come nei tornei continentali il criterio dominante possa essere chi spende di più. L’ex campione confessa fatica a comprendere cifre come 150 milioni per un singolo giocatore, ma riconosce che il mondo va in quella direzione: la combinazione di diritti tv e investimenti ha trasformato il mercato e i criteri di successo.

Nonostante la critica all’aspetto economico, Falcao non scade nella nostalgia sterile: conserva la passione per il gioco e per i ricordi legati ai momenti vissuti in campo. A chiudere il suo intervento, una battuta risoluta su un episodio storico legato alla Juventus e alla Roma, a testimonianza della sua convinzione che la determinazione e la fede nei propri giudizi rimangano elementi essenziali nello sport.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.