Il Comitato Agevolazioni, sotto la presidenza della Farnesina, ha deciso di creare una nuova sezione del Fondo 394/81 dotata di 200 milioni di euro destinati alle imprese che intendono realizzare investimenti nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Questo stanziamento fa parte del Piano per l’export promosso dal ministero e punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale attraverso interventi mirati all’innovazione digitale. La misura è pensata per sostenere programmi che aumentino la capacità di ricerca, sviluppo e adozione di tecnologie di IA nelle filiere strategiche.
Dotazione per intelligenza artificiale e obiettivi operativi
La nuova sezione da 200 milioni di euro è strutturata per finanziare diversi tipi di interventi, dalle attività di ricerca e sviluppo all’adozione di soluzioni basate su machine learning e sistemi di automazione intelligente. L’intento dichiarato è potenziare le competenze delle imprese italiane e favorire l’adozione di tecnologie che traducano l’innovazione in vantaggio competitivo sui mercati esteri. Il fondo mira inoltre a sostenere progetti che integrino la transizione digitale con altre priorità industriali, fornendo strumenti finanziari adeguati a scale diverse di impresa.
Interventi a favore delle imprese danneggiate dalla crisi di Hormuz e dal maltempo
All’interno dello stesso pacchetto di misure sono state deliberate le prime iniziative a supporto di aziende colpite dalla situazione economica legata alla crisi nel Golfo di Hormuz: è stata approvata la prima operazione di assistenza per un’impresa che ha subito conseguenze economiche dirette. Inoltre, sono stati concessi contributi a fondo perduto per oltre 900 mila euro a due imprese siciliane come indennizzo per i danni subiti in seguito agli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel Sud Italia lo scorso gennaio. Questi interventi rientrano nel quadro delle misure coordinate dalla Farnesina per tutelare la continuità delle attività imprenditoriali vulnerabili a shock esterni.
Finanza agevolata e internazionalizzazione: i numeri delle operazioni SIMEST
Sul versante della finanza agevolata, il Comitato ha approvato operazioni per un totale complessivo di 198 milioni di euro destinate all’internazionalizzazione delle imprese italiane, gestite da SIMEST. Questi finanziamenti coinvolgono 369 aziende e supportano progetti legati alla transizione ecologica e digitale, alla partecipazione a fiere internazionali, all’ingresso in nuovi mercati, all’assunzione di temporary export manager e allo sviluppo di piattaforme di e-commerce. L’obiettivo è favorire la presenza estera delle imprese e accompagnare la trasformazione tecnologica richiesta dalla competizione globale.
Operazioni partecipative e strumenti geografici
Sono state inoltre approvate tre operazioni di investimento partecipativo per un valore complessivo di 10 milioni di euro finalizzate all’acquisizione di quote di società estere controllate da gruppi italiani negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi. Queste operazioni mirano al consolidamento di imprese italiane attive in settori strategici quali l’automazione industriale l’industria meccanica e la logistica legata ai servizi. Tra gli strumenti geografici, la misura dedicata agli USA emerge con 33,6 milioni di euro approvati per 60 iniziative a testimonianza di una domanda crescente verso quel mercato, mentre sono state predisposte anche risorse per Africa, America Latina e India.
Sostegno al credito fornitore e impatto complessivo sul export
Infine, il Comitato ha deliberato 11 operazioni di assunzione di credito fornitore per un controvalore massimo ammesso all’agevolazione di 44 milioni di euro a ulteriore supporto delle esportazioni. Questi strumenti facilitano la copertura finanziaria delle forniture destinate ai mercati esteri e rappresentano una leva concreta per sostenere ordini e relazioni commerciali. Complessivamente, le misure approvate combinano investimenti in innovazione digitale e interventi di emergenza per offrire un pacchetto integrato a favore della resilienza e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.


