Un dramma familiare ha sconvolto la tranquilla comunità di San Stino di Livenza, nel Veneto Orientale. Un 17enne ha ucciso la zia, Chiara Guerra, insegnante di lettere alle medie, per questioni legate al patrimonio familiare. Il giovane ha confessato il crimine dopo un interrogatorio, rivelando dettagli agghiaccianti.
Il corpo della vittima è stato ritrovato dopo tre giorni di ricerche nel fiume Lemene, a diversi chilometri di distanza dal luogo in cui era stato gettato. Le indagini sono ancora in corso, ma gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’omicidio e il movente.
La confessione del 17enne
Il giovane ha confessato di aver ucciso la zia a coltellate nella legnaia della grande casa di famiglia. Dopo il delitto, ha trasportato il corpo con una carriola, coprendolo con un telo, fino al canale vicino, dove lo ha gettato in acqua insieme al coltello usato per l’omicidio.
Durante le prime indagini, il 17enne aveva cercato di nascondere la verità, raccontando ai vicini che la zia non era rientrata a casa e che era preoccupato. Tuttavia, la mano fasciata e le tracce di sangue nella legnaia hanno insospettito gli investigatori, portando alla sua confessione.
Il movente: questioni ereditarie
Gli inquirenti stanno indagando su un possibile movente economico. Secondo i testimoni, tra la zia e lo zio, padre del ragazzo, non correva buon sangue. I litigi erano frequenti e sempre legati al patrimonio familiare, che include un podere di 5mila metri quadri, una casa colonica su quattro piani e un giardino immenso.
La famiglia è benestante e molto conosciuta nella cittadina per la storica tipografia dei nonni. Il sindaco di San Stino, Gianluca De Stefani, ha descritto la famiglia come stimata, perbene e benvoluta nella nostra comunità.
Le ricerche del corpo
Le ricerche del corpo di Chiara Guerra sono state condotte dai vigili del fuoco, che hanno perlustrato la zona e il canale fino ad arrivare alla foce di Caorle. Sono stati utilizzati sommozzatori, droni e cani molecolari, ma senza successo iniziale.
Il corpo è stato finalmente ritrovato nel fiume Lemene, in località Settesorelle, a una decina di chilometri di distanza dal luogo in cui era stato gettato. Il cadavere, individuato mentre galleggiava, è stato recuperato all’interno di un sacco in condizioni integre con varie ferite da taglio.
Il medico legale Antonello Cirnelli ha confermato che il 17enne ha colpito la zia con oltre 20 coltellate, di cui varie al collo e al torace. Dopo averla uccisa, il giovane ha tentato di cancellare le prove dando fuoco al corpo.
Il caso è stato trasmesso alla Procura dei minori di Trieste, considerata l’età dell’indagato. Gli inquirenti stanno ancora cercando di ritrovare il cellulare della vittima e l’arma del delitto, che il giovane ha dichiarato di aver gettato nelle stesse acque.



