Unipol ha deciso di acquisire una rete di 635 sportelli da Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di cederla a Bper e realizzare una nuova banca che prenderà il nome di Banca Monte dei Paschi. L’operazione è stata deliberata dal consiglio di amministrazione di Unipol dopo il lancio dell’offerta di Intesa su Mps e comporta una serie di mosse finanziarie coordinate per sostenere l’integrazione e la stabilità patrimoniale del gruppo.
Dettagli dell’acquisizione e condizioni economiche
L’asset comprato da Unipol include 635 sportelli, circa 55 miliardi di euro di raccolta diretta e impieghi alla clientela stimati intorno a 42 miliardi. Secondo le stime contenute nel piano, il portafoglio ceduto genererebbe un utile operativo compreso tra 400 e 460 milioni e offrirebbe a Unipol un Cet1 approssimativo del 16%. Le filiali trasferite saranno libere da vincoli distributivi sui prodotti assicurativi, condizione che lascia autonomia commerciale alla nuova entità bancaria.
Il controvalore complessivo stimato dell’operazione è di circa 3,5 miliardi di euro. Per finanziare l’acquisto e sostenere l’integrazione con Bper, Unipol ha previsto un aumento di capitale fino a 2,5 miliardiper il quale le principali cooperative azioniste della holding hanno già manifestato la loro disponibilità a partecipare.
Composizione dell’offerta Intesa su Mps e impatti sul delisting
Intesa Sanpaolo ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio sulla totalità del capitale di Mps, che include la proposta di attribuire a ogni azionista 1,6 azioni nuove più 1 euro in contanti. Il valore complessivo massimo segnalato supera i 30 miliardie l’operazione comporterebbe il delisting di Mps. Nel perimetro dell’accordo Intesa manterrebbe Mediobanca e una porzione degli sportelli di Siena, lasciando il ramo retail destinato a Unipol e Bper.
Strategia di controllo su Bper e uso dei derivati
Per rafforzare la propria posizione su Bper, Unipol ha attivato strumenti finanziari: sono stati sottoscritti due contratti derivati di tipo total return equity swap su una porzione del capitale pari al 4,99% di Bper, con scadenze massime rispettivamente a 25 e 35 mesi. Questi strumenti consentono a Unipol di aumentare la propria esposizione economica e di avere un’opzione aggiuntiva per conseguire il controllo di fatto di Bper, qualora decidesse di acquisire fisicamente le azioni sottostanti previa autorizzazione regolamentare.
Attualmente, sommando la partecipazione diretta pari al 19,9% e l’esposizione derivata del 4,99%Unipol possiede potenzialmente circa il 25% del capitale di Bper. Questo posizionamento è funzionale alla proposta industriale che prevede l’incorporazione delle filiali Mps in Bper e il cambio di denominazione in Banca Monte dei Paschi.
Effetti attesi per gli azionisti e indicatori patrimoniali
Unipol stima che, a seguito dell’operazione combinata su Mps e Bper, la remunerazione degli azionisti potrà aumentare: per l’esercizio 2026 è prevista una distribuzione di dividendi di almeno 930 milioni di eurorispetto ai circa 800 milioni riferiti all’esercizio 2026. Sul fronte patrimoniale, il gruppo dichiara l’intenzione di mantenere una solida posizione con un solvency ratio del gruppo superiore al 200%un ratio del solo comparto assicurativo oltre il 280% e un Cet1 del comparto bancario combinato superiore al 15%.
Il piano descritto integra elementi industriali e finanziari: il trasferimento di sportelli, l’aumento di capitale da 2,5 miliardi, l’utilizzo di derivati per consolidare il controllo e la previsione di dividendi più elevati sono tutti tasselli che spiegano l’ambizione di creare un secondo polo bancario italiano, con ricadute significative sull’offerta di servizi retail e sulla scala operativa di Bper una volta integrata la rete Mps.



