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Perché il «core GDP» rimane al centro dell’analisi macroeconomica

I dati preliminari mostrano che il PIL degli USA è cresciuto del 2% a ritmo annualizzato nel primo trimestre del 2026, accelerando rispetto al 0,5% del quarto trimestre del 2026.

Questo incremento è stato trainato soprattutto da un’impennata degli investimenti, dall’aumento delle esportazioni e dal recupero della spesa pubblica, mentre la spesa dei consumatori ha rallentato e le importazioni sono salite, erodendo parte della crescita.

Composizione della crescita: investimenti, export e governo

Il miglioramento è dovuto in larga parte a un robusto incremento degli investimenti aziendali, con un contributo significativo da attrezzature e software che, secondo le fonti, riflettono in buona misura la spinta verso l’adozione di tecnologie come l’AI. Le esportazioni di beni sono aumentate, sostenute da spedizioni di materiali e forniture industriali, mentre la spesa governativa è risalita per effetto del recupero della retribuzione del personale federale non in ambito difesa dopo il precedente calo legato allo shutdown. Nel complesso, questi fattori hanno compensato la minore dinamica dei consumi e l’aumento delle importazioni.

Ruolo delle importazioni e degli stock

È importante sottolineare come il calo relativo dei consumi e l’aumento delle importazioni abbiano ridotto l’impatto positivo sul PIL: le importazioni sottraggono valore alla misura complessiva. Inoltre, la componente degli inventari può introdurre ampia volatilità trimestrale, rendendo il quadro del PIL più oscillante rispetto alle misure di domanda interna finale.

Inflazione e potere d’acquisto dei consumatori

I dati sui prezzi mostrano pressioni inflazionistiche persistenti: l’indice dei PCE è salito al 4,5%, mentre il core PCE (esclusi cibo ed energia) è salito al 4,3%. L’indice dei prezzi per gli acquisti domestici è invece salito del 3,6%, leggermente sotto il precedente 3,7%. Queste dinamiche significano che, benché la spesa nominale dei consumatori sia aumentata a un tasso annualizzato del 1,6%, una volta corretto per l’inflazione reale quella spesa mostra una contrazione significativa, con stime che indicano un impatto negativo sul potere d’acquisto reale.

Perché osservare il «core GDP» (vendite finali private)

La misura nota come final sales to private domestic purchasers, spesso definita core GDP, combina consumi e investimenti privati e fornisce un’indicazione più diretta della domanda interna. Nel primo trimestre questa misura è cresciuta del 2,5%, rispetto all’1,8% del trimestre precedente. Dal punto di vista pratico, il core GDP tende a mostrare minore volatilità perché esclude componenti molto fluttuanti come gli inventari e parte del commercio estero.

Volatilità pre e post Covid

Un confronto statistico evidenzia un cambiamento nel profilo di volatilità: nel periodo 2000-2019 la deviazione standard trimestrale annualizzata della crescita del PIL era circa 0,023, mentre per le vendite finali private era 0,026. Nel periodo successivo al Covid, limitato a 2026-2026Q1, la dinamica si è invertita: la deviazione standard del PIL è passata a 0,017 e quella delle vendite finali è scesa a 0,010, indicando che, in questo arco, il core GDP è risultato meno volatile.

Capacità predittiva e considerazioni

Una verifica rapida sulla capacità predittiva mostra che un modello che include il livello ritardato in log delle vendite finali private insieme alla crescita contemporanea di quelle vendite predice meglio la crescita del PIL rispetto a un modello che usa il livello ritardato del PIL con la crescita contemporanea delle vendite finali. I rispettivi errori standard di regressione sono circa 0,0032 e 0,0040. Questo risultato è coerente con l’idea che il PIL incorpora elementi più volatili e sensibili a fattori esterni, come l’andamento del commercio internazionale.

Queste evidenze non sono immutabili: un ritorno a maggiore certezza nella politica commerciale o un diverso mix di spesa pubblica — ad esempio un aumento significativo della spesa per la difesa collegato a tensioni internazionali — potrebbe modificare il confronto tra le misure. Nel frattempo, con prezzi energetici elevati e turbolenze esterne, il core GDP rimane uno strumento utile per analisti e decisori che vogliono valutare la traiettoria sottostante della domanda interna.

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