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Perquisizioni a Cinecittà per il tax credit: acquisiti documenti su serie e film

La mattina del 10 marzo 2026 il nucleo PEF della Guardia di Finanza è intervenuto negli studi di Cinecittà a Roma per procedere con una serie di perquisizioni e con l’acquisizione di documenti amministrativi e contabili.

L’operazione, disposta dai pm titolari dell’inchiesta, mira a ricostruire i rapporti economici tra la precedente gestione di Cinecittà spa, la casa di produzione The Apartment srl e la controllante Fremantle Italy Group srl, nell’ambito di verifiche sul tax credit cinematografico.

Al centro dell’indagine: obiettivi e opere sotto osservazione

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata in particolare sulle produzioni che hanno beneficiato di incentivi fiscali: la prima stagione della serie M. Il figlio del secolo diretta da Joe Wright con Luca Marinelli, il film Queer di Luca Guadagnino e Finalmente l’alba di Saverio Costanzo. I magistrati intendono accertare se la contabilità e i bilanci relativi al periodo 2026 e 2026 siano stati strutturati in modo da ottenere maggiori agevolazioni o per compensare eccedenze nei costi di produzione. L’ipotesi formulata nel fascicolo è, tra le altre, quella del falso in bilancio, come parte dell’accertamento penale.

Documenti e comunicazioni richiesti

Durante le operazioni la Finanza ha acquisito una vasta mole di materiale: fatture, note di credito, libro giornale, mastrini e scritture contabili relative a eventuali riduzioni o compensazioni dei crediti. I pm hanno inoltre disposto la copia delle comunicazioni interne tra la direzione marketing e gli uffici amministrativi delle società coinvolte, con particolare attenzione a email e documenti che regolano i contratti delle opere e la partecipazione ai proventi derivanti dai ricavi.

Il quadro societario e le verifiche precedenti

Le acquisizioni odierne si inseriscono in un filone più ampio: nei mesi scorsi la Guardia di Finanza aveva già raccolto documentazione su altre produzioni nell’ambito dello stesso fascicolo, nell’intento di ricostruire l’architettura societaria e i flussi economici connessi al sistema del tax credit. Il perimetro delle verifiche si è esteso in passato anche a film e coproduzioni internazionali, segnalando come la materia fiscale e le complessità dei contratti richiedano un esame approfondito per escludere abusi o errori nella certificazione dei ricavi.

Implicazioni contabili e fiscali

Il nodo centrale riguarda la corretta certificazione dei ricavi e la trasparenza delle poste di bilancio che influenzano l’accesso agli incentivi. Gli inquirenti valutano se vi siano stati rimaneggiamenti contabili finalizzati ad aumentare artificialmente il vantaggio fiscale o a mascherare sforamenti dei costi di produzione. In questo contesto, l’acquisizione delle scritture e degli scambi interni è ritenuta determinante per riscontrare eventuali discrepanze tra valore economico reale e dichiarato.

Reazioni e prossimi sviluppi

La direzione di Cinecittà ha diffuso una nota in cui afferma di aver garantito «massima, piena e utile collaborazione» con gli inquirenti, precisando che le verifiche si inseriscono in un filone di indagine risalente al periodo 2026/23. Sul piano politico, il deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato ha definito l’intervento «preoccupante» e ha sollecitato la convocazione del commissario Alessandro Giuli in commissione per fornire chiarimenti urgenti sulle gestioni della struttura, ritenuta patrimonio del cinema e della cultura italiana.

Cosa aspettarsi nei prossimi passaggi

Al momento non risultano iscrizioni di persone nel registro degli indagati, ma gli accertamenti proseguiranno con l’analisi dei materiali acquisiti e con eventuali approfondimenti sui contratti e sui flussi finanziari. Se emergeranno elementi utili, i pm potranno disporre altre misure investigative. Nel frattempo, la vicenda rimane sotto osservazione e potrebbe avere ripercussioni sulle pratiche amministrative e sulla governance delle produzioni che usufruiscono di incentivi fiscali.

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