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10 Giugno 2026

Ponte sullo Stretto: indagati per corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio

Un'ex magistrato contabile e due collaboratori sono indagati per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio legati al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

Ponte sullo Stretto: indagati per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio

Un’inchiesta della Procura di Roma ha portato alla luce un presunto tentativo di condizionare la decisione della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro dell’indagine ci sono l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele, l’imprenditore Vincenzo Virgilio e l’avvocato Francesco Saccomanno.

Le intercettazioni rivelano conversazioni riservate in cui Miele, in pensione dal febbraio 2026, discute con Virgilio e Saccomanno delle strategie per influenzare l’esito della valutazione del progetto. Le indagini hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile per gli accertamenti.

Le intercettazioni che rivelano il tentativo di condizionamento

Le conversazioni intercettate mostrano come Miele abbia evitato di partecipare a una manifestazione pubblica per non trovarsi in difficoltà con i giornalisti, dopo la decisione della Corte dei Conti di bloccare il progetto. In una conversazione del 31 ottobre 2026, Virgilio riferisce a Saccomanno che Miele ha parlato di una spaccatura interna tra i giudici contabili e di aver lasciato la camera di consiglio per non votare.

Miele ha anche commentato la documentazione relativa al progetto, definendola critica e in salita. In un’altra conversazione, ha lasciato intendere di aver visionato la documentazione riservata e di aver predisposto un report da consegnare ai privati coinvolti nel progetto.

Il rapporto tra Miele e Virgilio

Le indagini hanno rivelato un stretto rapporto tra Miele e Virgilio, con il magistrato che si rivolge all’imprenditore anche per individuare architetti di fiducia per lavori di progettazione e ristrutturazione. Miele ha manifestato l’aspirazione a ricoprire cariche apicali in organismi di diritto pubblico dopo il pensionamento, con Virgilio e Saccomanno che gli assicurano appoggi per favorire le sue aspirazioni professionali.

In una conversazione con un amico sindaco, Miele ha ribadito di aver fatto la sua parte e ha chiesto un intervento presso i vertici politici per favorire la sua nomina a presidente dell’Antitrust o di una società partecipata. L’amico politico ha garantito di accompagnarlo a parlare con esponenti politici in occasione del concerto di Natale del 20 dicembre 2026 a Montecitorio.

Le reazioni politiche e le conseguenze per il progetto

Le opposizioni politiche hanno reagito con durezza alla notizia dell’indagine. Il Pd ha parlato di nuvole e opacità intorno al progetto, mentre Giuseppe Conte, leader del M5S, ha definito l’inchiesta l’ennesimo fallimento del governo Meloni. Avs ha confermato il rischio di infiltrazione di interessi non leciti, mentre Carlo Calenda ha affermato che l’indagine è solo l’inizio di una vicenda più ampia.

L’amministratore delegato della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, ha dichiarato che l’azienda è totalmente estranea alle indagini e ha confermato la massima disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti. La società ha annunciato di prendere tutte le misure necessarie per tutelare gli interessi aziendali e del progetto.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.