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30 Giugno 2026

Prove di concetto e borse erc: l’italia tra i principali beneficiari europei

L'Italia si posiziona tra i primi Paesi europei per i mini finanziamenti 'proof of concept' dell'Erc e raccoglie un buon bottino anche nei premi ai ricercatori. Nel pezzo i numeri principali, le università coinvolte e gli ambiti di ricerca finanziati tra dispositivi bio-ispirati, vaccini e strumenti chirurgici.

Prove di concetto e borse erc: l'italia tra i principali beneficiari europei

Il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha assegnato una tornata di proof of concept che ha dimostrato come l’Italia sia riuscita a ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama europeo della ricerca applicata. Il 30 giugno 2026 è stato reso noto che, su 182 mini-finanziamenti da 150.000 euro ciascuno destinati a trasformare risultati scientifici in prodotti o servizi a impatto sociale o commerciale, 18 progetti saranno ospitati in istituzioni italiane, quota pari a quella della Francia.

Complessivamente l’Erc ha stanziato 27,3 milioni di euro per questa call dedicata al salto dal laboratorio al mercato. Le candidature ricevute sono state 554, con un aumento del 15% rispetto alla sessione precedente, e il tasso di successo si è attestato a circa un progetto selezionato su tre.

Ripartizione dei progetti e aree disciplinari

Dei 182 progetti scelti dal bando, il 54% appartiene alle scienze fisiche e all’ingegneria il 37% alle scienze della vita e l’8% restante alle scienze sociali e umanistiche. Gli ambiti sono eterogenei e vanno dalla microelettronica bio-ispirata alla medicina: alcuni team svilupperanno dispositivi elettronici stampati in 3D con materiali morbidi ispirati alla natura, altri metteranno a punto strumenti per preservare le aree del linguaggio durante interventi chirurgici per l’epilessia, mentre c’è anche chi lavora a un vaccino «pronto all’uso» contro il cancro al seno pensato per essere efficace su un ampio spettro di pazienti, riducendo la necessità di soluzioni personalizzate.

I numeri di partecipazione e selezione

Le 554 candidature testimoniano un interesse crescente verso i finanziamenti di bridging dell’Erc: l’aumento del 15% indica una domanda in crescita di strumenti che aiutino i ricercatori a valutare il potenziale pratico delle proprie scoperte. Il rapporto tra proposte e progetti approvati segnala un livello di selettività medio-alto ma non estremo, favorendo sperimentazioni con prospettive di trasferimento tecnologico.

La mappa italiana dei progetti finanziati

Il territorio nazionale ospiterà 18 proof of concept distribuiti su atenei e centri di ricerca. Al vertice si colloca il Politecnico di Milano con tre iniziative che hanno ottenuto il contributo. A seguire ci sono altri centri milanesi con due borse complessive intestate a istituzioni diverse, tra cui un istituto clinico e la relativa università, oltre all’università Statale di Milano che ha conquistato due assegnazioni.

Un gruppo di nove istituzioni italiane ha ricevuto un finanziamento ciascuna: tra queste spiccano il Cnr la Fondazione Telethon la Fondazione per la ricerca biomedica avanzata e atenei storici come le università di SienaNapoli Federico IIParmaPerugiaTorino e Venezia Ca’ Foscari. Questa distribuzione mostra una presenza diffusa sul territorio e un mix tra poli tecnologici e centri biomedici.

Confronto europeo e collocazione dell’Italia

Sul piano continentale la classifica vede in testa Germania e Paesi Bassi con 31 e 27 proof of concept assegnati rispettivamente, mentre la Spagna si ferma a 13. L’Italia quindi si colloca in una fascia alta, con un ruolo da protagonista ma ancora distanziata dai maggiori centri europei per numero assoluto di borse.

Parallelamente ai proof of concept, nella stessa finestra temporale l’Italia si è distinta anche per i riconoscimenti ai singoli ricercatori: 29 ricercatori italiani hanno ricevuto premi dell’Erc, posizionando il Paese al terzo posto per premio individuale dietro a Germania e Regno Unito. Sul fronte delle borse di ricerca standard, però, l’Italia ha ottenuto 19 progetti, collocandosi in posizioni più basse rispetto alla classifica a premio.

Il quadro complessivo disegna un sistema scientifico italiano capace di produrre eccellenze individuali e progetti ad alto potenziale, con una buona propensione al trasferimento tecnologico rappresentata dai proof of concept, ma anche con margini di crescita se confrontato ai grandi centri europei in termini di volumi finanziati.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.